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Liberazione della Toscana
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Gli Alleati iniziarono l’avanzata a Nord di Roma,  che li portò a percorrere 150 km in 15 giorni. Il 20 giugno i tedeschi(secondo la logica della ritirata aggressiva) si attestarono su una linea che si snodava lungo il corso dell’Ombrone, l’Orcia e il lago Trasimeno. Dal 30 giugno al 3 luglio si ritirarono su una seconda linea che andava da Cecina a Volterra ad Arezzo, dove ingaggiarono una forte resistenza fino al 15 luglio. L’avanzata degli alleati aveva liberato Siena il 3 luglio;  Arezzo il 16 e Livorno il 19. Le truppe che si stavano raccogliendo in Chianti per conquistare Firenze -considerata un nodo di importanza strategica per condurre le operazioni contro la “Linea Gotica”- avrebbero avuto bisogno ancora  di molti giorni prima di giungere alle porte del capoluogo regionale.


La battaglia di Firenze
Il 23 luglio l’attacco alleato,che si era sviluppato nella zona di Greve, veniva costretto ad arrestarsi davanti ad una nuova linea difensiva approntata dai tedeschi a sud dell’Impruneta, l’ultimo baluardo difensivo prima della linea dell’Arno. I tedeschi cominciarono ad eseguire gli atti di sabotaggio destinati a rallentare l’avanzata del nemico. Fecero saltare le linee telefoniche, distrussero diciassette tra mulini e panetterie, requisirono ogni automezzo circolante. Il 29 luglio il comando tedesco fece affiggere un manifesto che ordinava ai cittadini lo sgombero da una fascia profonda da cento a duecento metri su entrambe le rive dell’Arno. Era la prova che i tedeschi avevano intenzione di utilizzare la città per rallentare l’avanzata alleata.La speranza di ottenere lo stato di “città aperta” per Firenze era svanita.
Il primo agosto riprese l’avanzata alleata a Sud della città. Nel pomeriggio del 3, il comando tedesco proclamò lo stato di emergenza e quella stessa notte vennero fatti crollare i ponti sull’Arno - precedentemente minati- e le strade adiacenti al Ponte Vecchio,  che invece venne risparmiato per volontà di Hitler stesso. Il centro cittadino era un cumulo di macerie. I tedeschi avevano abbandonato l’Oltrarno senza combattere, ma si erano trincerati al di là del fiume. Il giorno successivo le prime pattuglie alleate raggiungevano la salita di San Gaggio per scendere poi verso Porta Romana.Lo stesso 4 agosto truppe neozelandesi e nazifasciste si scontrarono, in modo duro e cruento, nel territorio del Comune di Scandicci, a San Michele a Torri.
Il 25 luglio,nel contempo,il Comitato Toscano di Liberazione Nazionale aveva diramato le disposizioni perché i partigiani scendessero in città. Mentre le truppe anglo americane stazionavano, i partigiani conducevano la battaglia contro i cecchini e stabilivano il collegamento telefonico con il centro cittadino, utilizzando il Corridoio Vasariano. Nella notte tra il 10 e l’11 agosto gli ultimi reparti di paracadutisti tedeschi lasciavano le spallette dell’Arno e si ritirarono attraverso il centro cittadino verso la linea dei viali di circonvallazione.
Alle 6,45 dell’11 agosto suona la Martinella(la campana di Palazzo Vecchio), segnale dell’insurrezione ordinata dal CTLN. Alle ore 7, in Palazzo Medici-Riccardi il CTLN insedia un nuovo governo cittadino, un sindaco e un presidente della Provincia. La battaglia continua.Si combatte  strada per strada tra formazioni partigiane ed esercito nazista: a San Jacopino,lungo il Mugnone,alla Fortezza,in piazza della Libertà, a Ponte al Pino,lungo la ferrovia di via Aretina. I primi reparti alleati iniziano ad attraversare l’Arno il 13 agosto, attestandosi lungo la linea tenuta fino a quel momento dalle formazioni partigiane.Costruiscono un ponte, che i genieri spingono sui basamenti del ponte Santa Trinita, ricongiungendo le due parti della città, rimasta divisa per due settimane. Questo  consente di cominciare a rifornire con una certa continuità una parte della città, rimasta a lungo isolata. Il 18 agosto i tedeschi si ritirano sulla terza linea difensiva: il Barco, Careggi, Bolognese, Faentina, Settignano. Continuano il cannoneggiamento del centro storico, usando postazioni mobili poste a Fiesole e sulla collina di Monte Ceceri.
Nell’ultima decade di agosto la linea del fronte si sposta lentamente verso la periferia settentrionale di Firenze. I tedeschi sono riusciti a rallentare l’avanzata verso la linea Gotica, che tutti leggono come l’ultimo baluardo nazifascista sul fronte italiano. Il 28 agosto i carrarmati canadesi arrivano sulla via Bolognese. Il primo settembre viene raggiunta e liberata la città di Fiesole,luogo da  cui Firenze è stata tenuta sotto tiro. Firenze è libera.
Per la prima volta, nel corso della campagna d’Italia, una città si libera grazie ai propri cittadini, ai partigiani.
Le truppe alleate  si avviano verso l’Appennino dove, nel corso dell’inverno 1944-45, affronteranno la linea difensiva predisposta da Albert Kesserling.
 

Cane ANPI

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