Le nuove destre

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Il solito vile atto... PDF Stampa E-mail
Roma, 29 luglio 2013 
Le scritte inneggianti al criminale Erich Priebke e le svastiche apparse all’esterno della sede dell’ANPI nazionale a Roma, sono il solito vile atto di chi ancora non cede di fronte all’unica e sacrosanta verità della storia: il nazismo e il fascismo furono esclusivamente regimi sanguinari che hanno portato l’orrore della guerra e dell’odio razziale in tutta Europa e oltre.  
L’ANPI proseguirà, senza farsi intimidire da alcuno, nel suo quotidiano impegno di promozione dei valori di giustizia, pace, libertà e democrazia che hanno animato la Resistenza e riconquistato il Paese alla civiltà.   
LA SEGRETERIA NAZIONALE ANPI
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CRISI ECONOMICA E TENDENZE ANTI-DEMOCRATICHE PDF Stampa E-mail

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Eravamo nel 2008 quando l’Ungheria, allora guidata dai socialisti, ha dovuto fare i conti con l’incubo dell’insolvenza del proprio debito. Per evitare la bancarotta, il governo si rivolse al Fondo monetario internazionale ed all'Unione europea, con i quali ha ottenuto, in cambio dell’adozione di aspre misure di rigore, aiuti pari a 20 miliardi di dollari.
Quelle politiche di austerit√†, decise a scapito della popolazione, hanno aggravato la situazione economica e le condizioni delle famiglie. Meno produzione e consumi da una parte, pi√Ļ disoccupazione e disagio sociale, dall‚Äôaltra. Una formula generalizzata, ormai comune a molti paesi dell‚ÄôUnione (Grecia, Spagna, Portogallo, Italia ecc.) che significa politiche di lacrime e sangue: precariato e disoccupazione diffusi, attacco a pensioni e salari, tagli a sanit√†, scuola, ricerca.
Nello stato di profondo malessere determinato da queste politiche liberiste, si √® inserita, come la storia ci insegna, l‚Äôazione dei partiti populisti e neo-fascisti che hanno cavalcato l‚Äôonda di protesta dei cittadini. In Ungheria appunto si √® affermata la Magyar Polg√°ri Sz√∂vets√©g (Fidesz), apparsa negli anni 90. Ora Fidesz si avvicina molto di pi√Ļ alle altre forze reazionarie, che troviamo sparse in Europa.
Il problema √® che per ora, negli altri paesi europei, questi partiti sono generalmente ai margini della vita istituzionale, mentre in Ungheria la Fidesz √® al governo del paese, con una coalizione che gode dell‚Äôappoggio dei neofascisti del partito Jobbik, tristemente famoso per le squadre paramilitari della ‚ÄúGuardia Nazionale Magiara‚ÄĚ, ispirato al Partito delle Croci Frecciate di Ferenc Sz√°lasi, filonazista e antisemita, che govern√≤ il¬† paese nel biennio¬† 1944-45.
Al caso ungherese dobbiamo aggiungere le recenti avanzate dei neonazisti di Alba Dorata in Grecia, ma tutto il panorama neo-fascista europeo è in movimento: funzionale a sostenere le politiche di rigore e  per  attaccare i movimenti di opposizione democratica. Per non parlare delle loro violenze  razziste nei confronti di cittadini stranieri, scelti nel loro immaginario e propaganda, come capro espiatorio da additare all’opinione pubblica. Solo se i paesi dell’Unione Europea imboccheranno una strada diversa, per un’uscita dalla crisi economica, rispettosa dello stato sociale e delle democrazia, si potrà sperare in un futuro meno grigio di quello attuale.
Al contrario, la tendenza della ‚Äúcivile‚ÄĚ Europa verso il tunnel dell‚Äôinvoluzione antidemocratica, difficilmente potr√† arrestarsi. Come democratici e antifascisti dobbiamo impegnarci per impedirlo, anche creando una rete antifascista di respiro europeo.
Nostro contributo pubblicato sul numero di  maggio di "InformaScandicci"
 
Un'ombra nera si aggira per l'Europa PDF Stampa E-mail
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Con questo articolo di Luigi Pandolfi, pubblicato su Micromega On-line del 10 aprile 2013, cominciamo la diffusione sul ns. sito di alcuni approfondimenti che, partendo dalla pesante crisi economica che attanaglia molti paesi europei (Ungheria, Grecia, Spagna, Portogallo, Spagna, Italia ecc.), cercano di capire il legame stretto che vi è fra essa e il diffondersi dei movimenti razzisti e neo-fascisti. L'articolo, partendo dall'analisi del caso ungherese, si interroga sul rapporto fra le politiche di austerità e di tagli allo stato sociale decisi dal potere economico-finanziario in Europa e la parallela crescita delle organizzazioni nere.

"In Italia si studiano i casi di Alba Dorata in Grecia e del Front national Francia, poco si parla dell'Ungheria del leader Orbàn che sta effettuando nel Paese una rivoluzione populistica, nazionalistica e con tratti xenofobi. Il suo partito, pur essendo incredibilmente nel Ppe, è ben distante dai classici valori conservatori del resto d'Europa.


Non ci sono solo i nazisti di Alba Dorata ad insozzare il panorama politico dell‚ÄôEuropa unita. In Ungheria il fascismo, nella sua variante cristiano-nazionale, √® arrivato direttamente al governo. E dal paese si scappa, come ai tempi del comunismo, dopo i fatti del ‚Äė56.

Dal 2010 alla guida del paese magiaro √® ritornato Viktor Orb√†n, leader degli ‚Äúarancioni‚ÄĚ della Magyar Polg√°ri Sz√∂vets√©g (Fidesz), formazione che negli anni novanta si afferm√≤ sul proscenio politico del paese con un volto liberale e progressista, decisamente anticomunista, ma ben diverso da quello con cui si presenta attualmente.
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Un'inquietante immagine  della milizia ultranazionalista del partito neofascista Jobbik  arrivato al 17% dei voti in Ungheria


Membro del Partito Popolare Europeo (Ppe), la Fidesz √® una forza politica segnata da forti elementi di contraddittoriet√†, essendo il suo profilo ufficiale quello di un partito moderato cristiano, ma nei fatti la sua natura si avvicina molto di pi√Ļ ai profili di altre forze populiste, nazionaliste, perfino neofasciste, che ritroviamo sparse un po‚Äô dappertutto nell‚Äôarea continentale.

Il problema √® che in altri paesi europei, ancorch√© rinvigoriti dalla crisi economica, questi partiti sono generalmente ai margini della vita istituzionale, mentre in Ungheria la Fidesz √® al governo del paese, con una coalizione che gode perfino del fiancheggiamento dei neofascisti del partito Jobbik, quello delle squadre paramilitari denominate ‚ÄúGuardia Nazionale Magiara‚ÄĚ, dichiaratamente ispirato al Partito delle Croci Frecciate di Ferenc Sz√°lasi, filonazista e antisemita, collaborazionista, che resse le sorti del paese a cavallo tra 1944 al 1945.
Certo, se si vanno a leggere i documenti ufficiali dell’Unione Civica Ungherese, anche le sue finalità per come sono espresse nella carta costitutiva, non si trova alcun indizio della sua attuale vena reazionaria e autoritaria. Sono i fatti, nondimeno, le scelte compiute recentemente da Orbàn e dal suo governo, ad incaricarsi di segnalare una pesante anomalia politica nel cuore dell’Europa.

Al primo punto dello statuto c‚Äô√® scritto addirittura che la Fidesz vuole ‚Äúpromuovere il rispetto per la dignit√† umana‚ÄĚ, ‚Äúrafforzare lo Stato di diritto e la libert√†‚ÄĚ per rendere forte il sistema democratico, ‚Äúpromuovere le pari opportunit√† e tutelare i diritti sia individuali che collettivi‚ÄĚ.

Poi per√≤, dal governo, si varano provvedimenti che vanno in una direzione diametralmente opposta a quella che i principi fondativi del partito in astratto indicherebbero, in nome di un progetto politico che, con un‚Äôespressione peraltro non tanto nuova, addirittura famigerata nel secolo appena trascorso, viene celebrato come un esperimento di ‚Äúrivoluzione nazionale‚ÄĚ.
Vediamo allora in che cosa consisterebbe questa ‚Äúrivoluzione‚ÄĚ, su quale visione del paese poggerebbe.
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iniziativa antifascista PDF Stampa E-mail

STOP FASCISM, STOP RACISM
SERATA di MOSTRE  e  PROIEZIONE   VIDEO
MERCOLEDI’  19 DICEMBRE ore 21,00
CASA DEL POPOLO VINGONE¬† ‚ÄúRITA ATRIA‚ÄĚ
VIA ROMA 166 ‚Äď SCANDICCI
A pochi giorni dalla provocazione dei militanti di Casaggì davanti al Russell-Newton, istituo superiore di Scandicci, e ad un anno dalla strage di piazza Dalmazia, l’A.N.P.I. di Scandicci organizza una serata di informazione e discussione sulle nuove destre. In un periodo di grave crisi economica, in cui milioni di persone si trovano senza lavoro, le organizzazioni neo-fasciste cercano spazi di azione e consenso, cavalcando  il malcontento e  usando slogan ingannevoli.
Come A.N.P.I., Associazione che difende i fondamentali valori della democrazia e della Costituzione, denunciamo le provocazioni fasciste e chiediamo la vigilanza delle Istituzioni, associazioni e cittadini.
 
la scandicci democratica non vuole i fascisti nelle scuole PDF Stampa E-mail

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PROVOCAZIONE NEO-FASCISTA AL RUSSELL-NEWTON

Come √® gi√† successo a Roma nelle scorse settimane, quando gruppi neo-fascisti hanno fatto irruzione in varie scuole,¬† lanciando slogan e seminando paura fra gli studenti, anche Scandicci, ieri mattina, ha visto l‚Äôapparizione di una di queste sigle, il ‚ÄúMovimento studentesco nazionale‚ÄĚ davanti al Russell-Newton.
Si tratta di un‚Äôorganizzazione vicina ad Azione Giovani e¬† Casagg√¨, il centro-sociale di destra di Firenze, tristemente famoso per i suoi manifesti inneggianti ai fucilatori della RSI, nel cui sito vengono vendute magliette con croci celtiche, gladio e tutta la simbologia ‚Äúnera‚ÄĚ.
Già da qualche anno i gruppi neo-fascisti - vi ricordate le cinghiate date agli studenti dai militanti di Blocco studentesco nel 2008 a Roma? - cercano di inserirsi all’interno del movimento di protesta degli studenti. Peccato che questi gruppi facciano finta di dimenticare che se la scuola oggi è in queste condizioni, lo devono proprio ai tagli dei governi Berlusconi di questi anni, quei governi pieni degli ex di Alleanza Nazionale ed a braccetto elettorale con le organizzazioni neofasciste.
E’ chiara comunque la strategia di oggi, che vede le varie organizzazioni di estrema destra, cercare spazi di agibilità e visibilità fra gli studenti.
Come A.N.P.I., organizzazione che  difende i fondamentali  valori della democrazia e della Costituzione, denunciamo la provocazione fascista organizzata davanti all’Istituto Russell-Newton e chiediamo la vigilanza delle  Istituzioni e dei  cittadini.
                                                                                                         Sezione A.N.P.I. Scandicci
Scandicci  26-11-2012
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Cane ANPI


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