Le nuove destre

Leggi o aggiungi un commento. Ci sono 0 Commenti... >>

Uno per uno, i nazisti nel nuovo governo ucraino PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 2
ScarsoOttimo 

I nostalgici di Hitler occupano alcune delle poltrone chiave dell'esecutivo, come il ministero della Difesa e quello dell'Istruzione. Legami anche con Al Qaida.


di Franco Fracassi       (Dal sito web Popoff  di venerdì 7 marzo 2014)

alt
Vice primo ministro, ministro della Difesa, segretario e vice segretario del Consiglio nazionale di Sicurezza e Difesa, ministro dell'Istruzione, ministro dell'Ambiente, ministro dell'Agricoltura, ministro della Gioventù e dello Sport, procuratore generale dell'Ucraina, presidente della commissione Anticorruzione. I nazisti nostalgici di Hitler hanno preso possesso del nuovo governo ucraino, occupando molti dei posti chiave. È la prima volta dalla seconda guerra mondiale che dei politici che si rifanno espressamente al Terzo Reich salgono al potere in Europa.
E non è tutto. Due di queste persone sono legate a Doku Khamatovich Umarov (conosciuto col nome islamico di Dokka Abu Usman), uno dei più feroci comandanti dei ribelli ceceni, nonché autoproclamatosi ex Emiro dell'Emirato del Caucaso. Abu Usman ha rivendicato sia l'attentato del 29 marzo 2010 alla metropolitana di Mosca (quarantuno morti), sia quello all'aeroporto di Mosca del 2011 (trentasette morti). L'Emirato islamico del Caucaso è iscritto dalle Nazioni Unite come organizzazione appartenente alla galassia di Al Qaida. Uno di questi due politici ha anche personalmente combattuto in Cecenia contro i russi.
In Ucraina esistono diversi partiti che si rifanno alla tradizione nazista e a Stepan Bandera, capo della divisione Ss Galizien, responsabile dell'eccidio di centinaia migliaia di persone e della deportazione di un numero equivalente di ebrei, comunisti e zingari verso i campi di sterminio nazisti. In alcune zone dell'Ovest, epicentro della rivolta anti Yanukovich, alle ultime elezioni la galassia di estrema destra ha superato il quaranta per cento dei voti. Oggi, tutti questi partiti sono entrati a far parte del governo. L'Unione Pan-Ucraina "Libertà", meglio conosciuto come Svoboda, è il più importante partito neonazista. Nato nel 1991 col nome esplicito di Partito nazionalsocialista dell'Ucraina, oggi è guidato da Oleg Tiaghnibok, che a piazza Maidan indossava un casco e uno scudo con una croce celtica in bella evidenza, insieme al numero 1488, che è l'emblema del neonazismo suprematista bianco.
Il programma politico di Svoboda prevede l'abolizione del diritto d'aborto e la criminalizzazione di chi anche solo  si dichiara a favore dell'aborto, la messa al bando di tutti i partiti comunisti, il diritto di possedere armi, l'indicazione sui passaporti dell'appartenenza etnica e religiosa, la creazione di un arsenale nucleare ucraino, l'entrata nell'Unione Europea e l'adesione alla Nato.
Il deputato di Svoboda Ihor Miroshnychenko ha dichiarato: «L'omosessualità andrà bandita da questo Paese, perché è una malattia che aiuta a diffondere l'Aids». Miroshnychenko ha scritto un libro ("Nazionalsocialismo") per spiegare l'ideologia che è alla base del suo partito. Tra i riferimenti ideologici più ricorrenti figurano il capo delle camicie brune Ernst Röhm, il gerarca nazista Gregor Strasser e il vice di Hitler Joseph Goebbels. Lo stesso deputato, sulla sua pagina Facebook, ha definito l'attrice Mila Kunis «una scrofa», perché è nata sì in Ucraina, ma da padre russo e madre ebrea. Svoboda è stato definito dal Centro Simon Wiesenthal: «Uno dei cinque partiti più anti semiti del pianeta».
I camerati del Tridente (Trizub in ucraino) sono quelli che durante la battaglia di Kiev hanno occupato le caserme e i depositi d'armi. Il loro leader, Dmitrij Jarosh, viene considerata la figura più minacciosa e pericolosa tra i leader di estrema destra. Il partito Karpatskaja Sech prende il nome da una lingua inventata dai nazisti ucraini durante la seconda guerra mondiale quando, sotto l'occupazione hitleriana, venne abolito il russo. Secondo i collaborazionisti la karpatskaja rus era la mitologica lingua che si parlava in Ucraina prima della nascita del regno russo, la Rus di Kiev.Una-Unso, acronimo di Assemblea nazionale ucraina-Auto difesa del popolo ucraino, è un partito di estrema destra i cui militanti si organizzarono in brigate volontarie che andarono a combattere al fianco dei guerriglieri ceceni. La sua idealogia si basa sul fondamentalismo ortodosso, sul nazionalismo ucraino, sull'anti semitismo e sulla «necessità di un governo autoritario».

 
TANTE LE FIRME PER CHIEDERE LA CHIUSURA DI CASAPOUND PDF Stampa E-mail

ANPI, Alba e ARCI  hanno consegnato nei giorni scorsi al vicesindaco di Firenze Stefania Saccardi oltre 2500 firme raccolte in questi  mesi  per chiedere la chiusura della sede di Casapound in città. In questa raccolta anche la  Sezione di Scandicci ha fatto la sua parte, contribuendo con banchini, raccolte sul territorio e informazione  rivolta ai cittadini. Casapound, associazione di estrema destra, nata a livello nazionale nel 2008, attraverso il suo sito e iniziative  fa spesso apologia del fascismo e diffonde idee e posizioni basate sull’odio razziale. Ad essa apparteneva quel  Gianluca Casseri, l’autore della strage  di piazza Dalmazia di due anni fa (due cittadini senegalesi uccisi, Mor  Diop e Modou Samb, e tre feriti, di cui uno rimasto paralizzato per tutta la vita). Tale organizzazione è presente dallo stesso anno a Firenze. Oggi ha sede in via Sant'Anna. Alla raccolta di firme  ha collaborato l'Associazione dei senegalesi; hanno inoltre contribuito le organizzazioni studentesche Studenti di  Sinistra e il Collettivo di Scienze. 

La raccolta firme vuole essere uno stimolo di vigilanza democratica. "Vogliamo sostituire l'antifascismo rituale delle celebrazioni ufficiali con l'azione attiva di soggetti diversi uniti dalla comune volontà di non tollerare  nessuna forma di riorganizzazione di tipo fascista e xenofoba" ha dichiarato Luigi Remaschi, Vicepresidente  dell’ANPI Provinciale. L’ANPI chiede dunque in maniera ferma che le istituzioni facciano in pieno il loro dovere,  sancito dalla Costituzione e dalla normativa vigente: vigilando ed intervenendo rispetto al riaffermarsi di culture  e pratiche neo-fasciste.

 
Forconi, c'è il pericolo di uno sbocco a destra PDF Stampa E-mail
Dichiarazione del presidente nazionale dell'Anpi, Carlo Smuraglia, sul cosiddetto movimento dei forconi.
Il movimento dei “forconi” è tornato nelle strade e nelle piazze d’Italia, ancora più deciso ed agguerrito. In sé,  potrebbe apparire una delle tante manifestazioni di protesta; ma c’è qualcosa di più, su cui occorre riflettere. Da  mesi sto scrivendo e dicendo che bisogna fare attenzione e adottare provvedimenti seri contro l’emergenza sociale e  la crisi, anche per evitare che la protesta si trasformi in forme esasperate e pericolose. Ed ho scritto più volte  che, nelle grandi crisi, c’è sempre il grande pericolo dello sbocco a destra.
Ma la situazione è peggiorata e l’indignazione dei singoli si è trasformata spesso in manifestazioni al limite  dell’esasperazione. Finora non è accaduto nulla di veramente preoccupante, anche se chiunque abbia buon senso non può restare indifferente di fronte alla grave situazione del Paese, con tutti gli effetti che ne derivano, per i  singoli e per le categorie.
In questo caso, però, sembra che si stia andando ancora più in là; e i sintomi della rivolta eversiva sono  piuttosto evidenti (i blocchi, il tentativo di “fermare” tutto il Paese, i comportamenti e gli atteggiamenti  violenti, ecc.) così come è sintomatico il rapido allineamento col movimento, da parte di forze dichiaratamente di  destra e alcune, decisamente fasciste. E’ vero che alcuni dei promotori sembrano rifiutare certe logiche e certe alleanze; ma lo stesso proposito di  bloccare tutto il Paese per “mandare tutti a casa” costituisce, di per sé, un sintomo davvero allarmante. Tanto più  che la violenza, insita in queste forme esasperate di protesta, si manifesta talora in modo inconcepibile, come è  avvenuto a Torino ed altrove. Quando la “protesta” degenera, bisogna porre un limite alla tolleranza; e lo Stato  deve garantire, così come la libertà di manifestazione del pensiero, anche la libertà di circolazione.
In più,  mi ha molto colpito ciò che è accaduto a Torino, dove – nonostante le smentite ufficiali – giornalisti  accreditati confermano che alcuni agenti di polizia avrebbero solidarizzato con i manifestanti, togliendosi  l’elmetto. Se ciò fosse vero, il fatto apparirebbe veramente intollerabile, perché il dovere di chi rappresenta lo  Stato è di essere giusto e non esercitare violenze preventive, ma anche di non aderire a comportamenti violenti, di  vera e propria rivolta. Lo Stato, in qualunque sua componente deve essere imparziale e occuparsi dei diritti di  tutti i cittadini, nello stesso modo.
Altrimenti, dove andremmo a finire? Si può, dunque, comprendere tutto, anche l’indignazione e la protesta di chi  lotta per il suo lavoro, la sua famiglia, la sua  piccola impresa; ma non cessando di garantire la sicurezza, la  tranquillità ed i diritti di tutti e non assumendo atteggiamenti benevoli nei confronti di chi sembra rievocare il  fantasma dell’Abbasso tutti, di qualunquistica memoria.
Ho visto anche un comunicato stampa del Comitato provinciale dell’ANPI di Torino che, oltre ai blocchi che si sono  verificati nei giorni scorsi, denuncia anche carenze e addirittura assenze delle forze dell’ordine. E’ necessario che anche su questi aspetti e sulle eventuali responsabilità, il Ministero degli interni faccia i  necessari accertamenti, anche per evitare che situazioni e fatti del genere, possano ancora verificarsi in futuro.
Insomma e per concludere, diciamo no ad ogni tipo di violenza  diffusa e di sopruso, organizzato, sui diritti  altrui; e soprattutto diciamo no a quelle forme di protesta e di “rivolta” che finiscono per avvicinarsi troppo a  quel colore nero che non vogliamo più vedere nella nostra Italia e in nessun Paese. Diciamo sì, invece, a quei governi che finalmente si decidano a mettere in campo tutte le risorse e tutte le misure  possibili per risolvere la gravissima situazione economica e sociale in cui versa il Paese.                  Dal sito ANPI Nazionale (www.anpi.it)
 
Casa Pound, dal Cavaliere ad Alba Dorata PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 

Venerdì scorso i Fascisti del Terzo Millennio hanno ospitato nel loro quartier generale i neonazisti greci, un'evidente svolta a destra: l'intento è unire tutti i movimenti nazionalisti europei. Il guru di tale svolta pare l'evergreen Adinolfi il quale contro la crisi economica propone da tempo una "nuova alchimia movimentista peronista".
Articolo di Guido Caldiron e Giacomo Russo Spena  (da Micromega-on line del 4 dicembre 2013)
Né svastiche né celtiche. Nessuna testa rasata. L’immaginario naziskin assente. Come i saluti romani: i camerati tra loro si limitano a stringersi l’avambraccio destro nel saluto del legionario. Tanti giovani di Blocco Studentesco, ben vestiti e più figli di una borghesia annoiata che fascisti di borgata. Pochi giornalisti, Casa Pound non è più sulla cresta dell’onda. Le ultime batoste subite in diverse tornate elettorali ne hanno sancito un’evidente marginalità politica. Eppure venerdì scorso ospitavano i greci più temuti del Continente: i rappresentanti del movimento di estrema destra, ma la stampa ellenica non esita a chiamarli esplicitamente neonazisti, di Alba Dorata, venuti appositamente in Italia per confrontarsi con i “fascisti del Terzo Millennio”. Un evento annunciato da migliaia di manifesti su tutti i muri della Capitale.
alt
Centocinquanta le persone accorse nel cuore del quartiere multietnico dell’Esquilino per l’iniziativa. Lo staff comunicazione del gruppo neofascista ad accogliere i cronisti e ad accompagnarli al sesto piano del palazzone, luogo del dibattito. Ovunque camerati impettiti a controllare e scrutare facce non conosciute: disciplina e ordine, di stampo militarista, la fanno da padroni. L’ambiente è ripulito. Sui muri decine di fanzine incorniciate di Casa Pound raccontano anni di iniziative. Nulla è lasciato al caso. Apostolos Gkletsos, ex-deputato e componente del comitato centrale di Alba Dorata, e Konstantinos Boviatsos, Radio Bandiera Nera Hellas, entrano in sala accompagnati da uno scrosciante applauso. Andrea Antonini, vicepresidente di Casa Pound Italia, introduce il dibattito.

Leggi tutto...
 
Alba Dorata Assassina il Rapper Pavlos Fyssas PDF Stampa E-mail


di Luciano Muhlbauer

tratto dal sito web  MilanoX



Si chiamava Pavlos Fyssas, aveva 34 anni, faceva il cantante hip hop con il nome Killah P, era un antifascista e militava nell’organizzazione di sinistra Antarsya. Stanotte, in un quartiere periferico di Atene, è stato assassinato a coltellate dai neonazisti di Alba Dorata.
Un delitto infame, ma anche un delitto ampiamente annunciato, perché al di là di luogo, circostanza e identità della vittima era purtroppo soltanto questione di tempo perché l’escalation di violenze da parte del partito neonazista greco, Alba Dorata, sfociasse nell’omicidio. Aggressioni a migranti, gay e militanti della sinistra sono ormai all’ordine del giorno e soltanto una settimana fa è stata sfiorata la tragedia, allorché un gruppo di militanti del KKE (partito comunista greco) è stato aggredito a freddo e a suon di sprangate.
D’altronde, i neonazisti sono galvanizzati dal consenso che riescono a canalizzare in una Grecia devastata dalle politiche d’austerità della Troika (siedono in Parlamento e i sondaggi li danno al 13% delle intenzioni di voto) e dalle ampie complicità di cui godono all’interno della polizia greca. Insomma, sono un fenomeno in preoccupante crescita, come ci ricorda anche l’ottima inchiesta di Leonardo Bianchi, Nazisti sull’orlo del potere. Il caso Alba Dorata, pubblicata pochi giorni fa su MicroMega.
Alba Dorata è sicuramente un caso estremo, ma non certamente unico. In tutta Europa i movimenti neofascisti, neonazisti e razzisti trovano oggi nuovi spazi e a volte, appunto, riescono a riempirli, come ad esempio in Ungheria. Ed è per questo, anzitutto, che ci deve preoccupare quello che accade in Grecia e altrove, perché anche qui ci sono la crisi e le politiche d’austerità e anche qui ci sono spazi che si aprono per ideologie e gruppi nazifascisti. E il fatto che qui i gruppi militanti neofascisti e neonazisti siano allo stato tutto sommato piccoli e marginali non cambia di una virgola il problema, poiché anche Alba Dorata era fino a pochi anni fa soltanto un gruppuscolo insignificante, dalla consistenza organizzativa ed elettorale non dissimile da Forza Nuova.
alt
neo-fascisti greci  sfoggiano armi improprie e i loro simboli
Ed eccoci a noi, cioè al nostro problema. Già, perché anche il più distratto degli osservatori si è ormai accorto che vi è una certa inflazione di iniziative, manifestazioni e raduni di ispirazione nazifascista in Lombardia e nell’area metropolitana milanese. Loro vedono e sentono i nuovi spazi che si aprono e quindi si comportano di conseguenza. Ma quello che forse non stupisce, ma sicuramente preoccupa molto, è che a sinistra e, in generale, nell’opinione pubblica democratica sembrano essere venuti meno gli anticorpi, a tutto beneficio della banalizzazione e della sottovalutazione.
Leggi tutto...
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 Successivo>> > Fine >>

Pagina 5 di 8

Cane ANPI


Facebook MySpace Twitter Digg Delicious Stumbleupon Google Bookmarks RSS Feed 

Contatti

ANPI SCANDICCI

Via De rossi, 26
50018 Scandicci (Firenze)

Tel: 055 254758
NUOVA Email: anpiscandicci@gmail.com