Fa più morti il terrorismo o il lavoro? PDF Stampa E-mail
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Questa provocatoria domanda ce la facciamo oggi, dopo l’ennesima morte di due lavoratori nel bergamasco.
Quando vi è un evento criminale causato da qualche terrorista, vi è una reazione, promossa dai media, che porta a decidere misure immediate e risorse per affrontare il problema; per le morti sul lavoro invece, vera emergenza nazionale, tutto si ferma ai discorsi di circostanza, alle solite “lacrime di coccodrillo”, perché poi tutto rimanga come prima.
Sono già 151 i lavoratori morti sui LUOGHI DI LAVORO dall’inizio dell’anno, rispetto ai 133 dello stesso periodo del 2017, si registra dunque un aumento del 10,7% rispetto ai primi tre mesi del 2017. Con 20 morti è il Veneto la Regione con più morti sul lavoro, segue la Lombardia con 17, il Piemonte con 12, Campania e Toscana con 10. È Milano, con 8 morti la provincia con più morti sul lavoro, seguono due province venete, Treviso e Verona con 7 morti.
In questi anni abbiamo assistito alla riduzione progressiva dei diritti e delle garanzie dei lavoratori; ciò oltre a produrre più precariato, lavoro nero, caporalato, ha determinato le condizioni ideali per un maggiore sfruttamento per i lavoratori e minore attenzione e investimenti sulla prevenzione degli infortuni.
Possiamo affermare, senza temere smentite, che i morti sui LUOGHI DI LAVORO (escluso itinere) si verificano per il 95% dove non esiste l'applicazione dello Statuto dei Lavoratori. Soluzioni? Lasciare andare in pensione chi svolge lavori pericolosi: far lavorare in tarda età solo chi se la sente.  Ogni governo che decide misure in contrasto con il diritto e con le garanzie costituzionali, si assume la responsabilità davanti alla storia di queste vittime.

 

Ricordiamo che Art. 41 della Costituzione prevede che:

L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
L’Art. 9 dello Statuto dei lavoratori (che si applica solo alle aziende con più di 15 dipendenti) dal titoloTutela della salute e dell'integrità fisica” prevede che:
I lavoratori, mediante loro rappresentanze, hanno diritto di controllare l'applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e di promuovere la ricerca, l'elaborazione e l'attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrità fisica.
 
 

Cane ANPI


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