C'è chi dice NO! anche nel mondo della Cultura e dello spettacolo PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Ilfattoquotidiano.it ha interpellato un campione significativo di personaggi celebri della società civile. Attori, musicisti, medici, registi. Che si schierano decisamente contro la riforma Renzi-Boschi. Chi in nome del padre partigiano, chi per le novità poco democratiche introdotte, chi per l'intervento pesante del governo. Ecco  alcune delle risposte.
 
di Valeria Chichi


BRUTTO IMPICCIO Fernando Aiutiimmunologo. «Voterò no perché questa riforma, che viene a costare un sacco di soldi, è una riforma a metà che non riduce i costi e limita soltanto il potere democratico dei cittadini. Politici di destra e di sinistra lo dicono: ancora una volta, un impiccio».
 
SOTTO RICATTO Rossella Brescia, conduttrice, ballerina. «Voto No perché c’è gente che è morta per la nostra Costituzione e credo che se si procede a una riforma, questa debba essere comunicata nel modo più corretto possibile ai cittadini. Invece mi accorgo che i contenuti di questa legge sono assolutamente in secondo piano, rispetto al ricatto di far cadere il Governo, che terrorizza tanti cittadini».
NON C’E’ DA FIDARSI Rosita Celentano, attrice, conduttrice. «Io sono grillina nel midollo, io di Renzi non mi fido e non lo stimo e non sono contenta di questa riforma. Mi sento presa per il culo. Sono sempre andata a votare e andrò a votare anche questa volta e voterò No».
POVERI ANIMALI Roberto Faenzaregista. «Non tutta la proposta governativa è da buttare, ma se si voleva fare una vera riforma, allora bisognava abolire del tutto il Senato. Voterò No soprattutto per il motivo che mi fanno orrore le argomentazioni di chi parla di veri partigiani, di gufi e civette, in attesa che si prendano di mira anche le galline e i maiali».
OCCHIO AI FASCI Carlo Freccero, autore televisivo, consigliere della Rai. «Il Governo vuole oggi “rottamare” la Costituzione. Ma il fatto che non esistano più nel panorama politico parlamentare partiti che possano definirsi ideologici, non significa che la nostra libertà non corra dei rischi. Il fascismo storico è morto. Ma quando Mussolini prese il potere, azzerò i partiti e sostituì i sindacati con le corporazioni, lo fece invocando gli stessi concetti di efficientismo e pragmatismo che autorizzano oggi il fronte del Sì a richiedere il disarmo della nostra Costituzione. Oggi non si tratta più di combattere il fascismo storico, ma lo strapotere delle multinazionali, il TTIP, la militarizzazione che ci ha fatto superare, il divieto esplicito nella nostra Costituzione, a fare la guerra. Oggi più che mai le minoranze parlamentari devono avere diritto di parola».
NERVI SCOPERTI Claudio Gioè, attore. «Sto seguendo il dibattito e ho le idee chiare: voterò No perché questa riforma attacca pericolosamente i nervi e la struttura della Costituzione che è basata sull’equilibrio dei poteri. Oltretutto trovo allucinante il rischio che i rappresentanti dei poteri locali insediati al Senato, guadagnino l’immunità parlamentare. Un pericoloso scudo magico».
CARTA A FETTE Leo Gullottaattore. «Non si può fare a fette la Costituzione come fosse un formaggino. Non mi convince la sicumera di questo Governo che dovrebbe mettersi a disposizione per un confronto e invece fa passare solo il messaggio che, se voti No, sei contro il Governo. Per questo voto No».
BRUTTI VIZI Monica Guerritoreattrice. «A me non va che una legge raffazzonata diventi la mia Costituzione. Vivendo accanto a un costituzionalista (Roberto Zaccaria n.d.r.), so che questa riforma genererà una serie di vizi nelle procedure e di necessità di verifiche, per cui l’iter di approvazione delle leggi, al contrario di quanto si dice, si complicherà e allungherà. per questo sono contraria».

 

COSE BELLE Rosetta Loy scrittrice. «Sono convinta per il No per una ragione fondamentale: la Costituzione è una delle poche cose belle che ci restano e i principi col tempo non si deteriorano, perché la morale pubblica, cambia».


APPLICARLA, NON CAMBIARLA Citto Maselliregista. «Innanzitutto non può essere un Governo che cambia la Costituzione e per di più a colpi di maggioranza. Serve un Parlamento che rappresenti il Paese reale, come fu quello eletto con il proporzionale, che scrisse la nostra Costituzione. Che intanto andrebbe applicata, prima di pensare a cambiarla. Questo sarebbe un fatto quasi “rivoluzionario”».
BRUTTA RIFORMA Giuliano Montaldo, regista. «Questa riforma non mi piace. Ritengo che l’attuale bicameralismo sia un po’ un ping pong, ma le novità che sono introdotte da questa riforma non convincono. Dopo tanti anni di lotte, di amore e di fede, sono deluso. Togliatti, Nenni, De Gasperi, non stavano sempre davanti ai microfoni come fanno attualmente i politici, amavano molto di più questo Paese».
 
DERIVA AUTORITARIA Moni Ovadia, attore, drammaturgo. «Dire No al referendum significa arginare la deriva autoritaria. Questa classe politica proterva, vive sulla delegittimazione dell’avversario: gli altri sono tutti parrucconi, conservatori, rosiconi. Distingue fra partigiani veri e partigiani falsi, enfatizza il cambiamento e un giovanilismo frusto, con argomentazioni retoriche. Avevamo bisogno di reiterare l’articolo 3, quello sull’uguaglianza, altro che riformare il meccanismo della Costituzione».
IN NOME DEL PADRE Alba Parietti conduttrice opinionista. «Mio padre per la Costituzione ha rischiato la vita. Aveva diciassette anni, quando col nome di partigiano Naviga, accanto al capitano Tino, fu l’unico sopravvissuto di una strage. Mi sembra un motivo sufficiente per dire, da figlia di un partigiano, che lui non sarebbe contento. La Costituzione va attualizzata, ma non nella sostanza. Parlo a nome di mio padre e a nome di un altro partigiano, il partigiano Nan: Don Gallo, che è stato il mio padre spirituale».
ALTRO DA CAMBIARE Daniela Poggi, attrice. «Credo che i cittadini sentano il bisogno di cambiare altre cose che non vanno nel Paese reale, prima di modificare la Costituzione, scritta dai nostri Padri costituenti, che ha perfettamente garantito fino ad oggi, la vita democratica del nostro Paese».
 

Cane ANPI


Facebook MySpace Twitter Digg Delicious Stumbleupon Google Bookmarks RSS Feed 

Contatti

ANPI SCANDICCI

Via De rossi, 26
50018 Scandicci (Firenze)

Tel: 055 254758
NUOVA Email: anpiscandicci@gmail.com