La Costituzione Violata

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COSTITUZIONE E LEGGE ELETTORALE PDF Stampa E-mail

Art. 48

Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore etĂ .

Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico…….
Art. 56
La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto.
Il numero dei deputati è di seicentotrenta, dodici dei quali eletti nella circoscrizione Estero……
Art.57
Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero. Il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici, sei dei quali eletti nella circoscrizione Estero. Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sette; il Molise ne ha due, la Valle d'Aosta uno……
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La Costituzione, all’art. 48, stabilisce che il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Con perfetto ermetismo queste parole ne riassumono i connotati assoluti. Esso è personale, non può quindi essere esercitato per procura; prescinde dalla condizione economica e sociale dell’individuo; attraverso la segretezza ne è tutelata la libertà da forme di pressione esterne.  Il quadro istituzionale delineato dalla Costituzione è una forma di governo parlamentare caratterizzata da un bicameralismo perfetto
La Costituzione non si occupa di definire il sistema elettorale, demandando volutamente tale competenza alla legge ordinaria. Il motivo di tale scelta risiede nell’intenzione di fare del sistema elettorale un meccanismo duttile, in grado di adeguarsi ai mutamenti sociali e alla trasformazione del contesto politico; farne materia costituzionale avrebbe determinato un eccessivo irrigidimento, considerato l’iter lungo e laborioso che la Carta stessa prevede in materia di riforme costituzionali. Per questo motivo, nel corso del tempo, abbiamo votato con i sistemi più disparati.
All’indomani della nascita della Costituzione repubblicana il metodo più appropriato sembrò essere il proporzionale puro. Per la Camera, con legge 20 febbraio 1948 n. 6, fu adottato un sistema ispirato a quello utilizzato per l’elezione dell’Assemblea costituente: un sistema elettivo a suffragio universale e diretto con liste concorrenti e la possibilità di esprimere da tre a quattro preferenze secondo l’ampiezza del collegio. Per il Senato invece la legge 6 febbraio 1948 n. 29 prevedeva un sistema proporzionale puro, seppure presentasse in apparenza le caratteristiche di un sistema maggioritario. La legge disponeva che fossero eletti quei candidati che avessero ottenuto, nel rispettivo collegio, un numero di voti validi non inferiore al 65 per cento dei votanti. Tuttavia, data l’oggettiva difficoltà di ottenere un risultato tanto clamoroso, la legge disponeva che, in caso di mancato raggiungimento del quorum, si procedesse all’assegnazione dei seggi con metodo proporzionale. La frammentazione politica che ne derivò, e la conseguente debolezza del potere esecutivo, indusse Alcide De Gasperi, allora presidente del Consiglio, a introdurre una riforma elettorale in senso maggioritario. La riforma, divenuta legge dello Stato il 31 marzo 1953 (n. 148, la cosiddetta “legge truffa”), modificava il testo unico delle leggi per l’elezione della Camera dei deputati, introducendo un sistema proporzionale con premio di maggioranza, corrispondente al 64,4 per cento dei seggi parlamentari, da assegnare ai partiti apparentati che avessero raggiunto il 50 per cento più uno dei voti validi. Alle elezioni del 7 e 8 giugno, la coalizione costituita dalla Democrazia cristiana, dal Partito liberale, dal Partito repubblicano e dal Partito socialista democratico italiano, si fermò al 49,8 per cento. Il premio non scattò e la legge fu abrogata l’anno successivo. La legge 30 marzo 1957 n. 361 introdusse, sia per la Camera che per il Senato, un sistema elettorale di tipo proporzionale che realizzava una sostanziale corrispondenza tra la percentuale di voti conseguiti da ciascuna forza politica e il numero di seggi assegnati.
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GIOVANI: L’ITALIA E’ UNA REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO? PDF Stampa E-mail
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In questo sito, abbiamo una rubrica che si intitola “la Costituzione violata” dove analizziamo quelle situazioni economico-sociali o  quei provvedimenti legislativi o amministrativi, che configurano un’aperta violazione della Carta fondamentale in vigore nel nostro Paese.
In questa ottica la domanda del titolo : “l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”, di cui espressamente  tratta l’art.1 della Costituzione, ci sembra quanto mai  pertinente, vista la grave crisi occupazionale presente e gli attacchi continui ai diritti dei lavoratori, portati avanti dall’attuale Governo di centro-destra.
I dati parlano chiaro, di fronte all’ennesima crisi economica a livello mondiale, non solo determinata dalle speculazioni finanziarie, la maggioranza che guida il nostro Paese non ha saputo dare risposte e soprattutto prospettive di futuro per le nuove generazioni.
La disoccupazione, ce lo dice l’ISTAT, è ormai assestata oltre l’8%, quella giovanile al 28,5%: il che vuol dire che oltre un quarto dei ragazzi e ragazze ivi compresi quelli che escono dalla scuola superiore o Università, non ha la possibilità di trovare lavoro.
Per milioni di persone attualmente l’unico sbocco è quello del lavoro precario, del lavoro nero, dello sfruttamento della mano d’opera da parte di  imprenditori, a volte  senza scrupoli.
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A DIFESA DELLA LEGALITA', A DIFESA DELLA COSTITUZIONE PDF Stampa E-mail

Ancora una volta, da parte di esponenti del Governo, si è oltrepassato ogni limite, con  rinnovati attacchi alla Magistratura, con l'incredibile aggressione verbale nei confronti di una Magistrata della Procura della Repubblica di Milano, con la proposta di ridimensionamento dei poteri del Presidente della Repubblica,  con  correlativo aumento di poteri in favore del Governo, con riferimenti irrispettosi nei confronti della Corte Costituzionale e relative proposte di modifica, insomma con rinnovate ed esasperate manifestazioni di spregio nei confronti delle istituzioni di garanzia. Il tutto accompagnato

dalla dimostrazione di una inequivocabile vocazione autoritaria e dall'incredibile proposta  di una commissione parlamentare d'inchiesta sull'operato di alcuni settori della magistratura. 

Ritengo che  queste dichiarazioni e proposte, assieme ai continui attacchi alla Costituzione, siano insopportabili per tutti coloro che hanno a cuore le sorti della democrazia e ritengono che una corretta convivenza civile non possa che fondarsi sul confronto e sul rispetto delle regole, delle istituzioni e delle persone, nonché su principi  intangibili come quello della divisione dei poteri.

Valuterà il prossimo Comitato Nazionale dell'ANPI le iniziative che sarà  opportuno adottare affinché questo “Paese smarrito “ (nel quale, oltretutto, si plaude ad un imprenditore condannato per la morte atroce di otto lavoratori e si considera la sicurezza del lavoro come un “lusso” che il Paese non può permettersi) possa tornare ad essere quella democrazia fondata sul lavoro, sull'uguaglianza, sulla dignità che fu sognata dai combattenti per la libertà e realizzata da una Costituzione che, per i principi ed i valori che rappresenta, deve essere cara al cuore ed alla ragione di tutti gli italiani.
Roma, 12 maggio 2011


Il Presidente Nazionale dell'ANPI
Carlo Smuraglia
 
"E' l’ora di una compatta manifestazione di resistenza, un grande sussulto di orgoglio" PDF Stampa E-mail

"Ci avevano abituati (ma non rassegnati) al continuo disprezzo delle regole ed era già grave. Ma ora si sta passando (e forse si è già passato) ogni limite. I continui attacchi alla Costituzione ed alle Istituzioni di garanzia, che provengano dall’alto o si presentino come iniziative individuali (alle quali, peraltro, molti non credono) non solo creano un clima sempre più deteriore, ma fanno precipitare il sistema di regole fondamentali garantite dalla Costituzione verso una pericolosa deriva". Lo scrive il neo presidente Anpi Carlo Smuraglia rispondendo all'appello di Articolo21 e Libertà e Giustizia.
Le più recenti manifestazioni (gli insulti alla Magistratura ed alla Corte Costituzionale, l’insofferenza verso il Presidente della Repubblica, la proposta di abrogazione della XII disposizione transitoria, così come il progetto di riforma, nientemeno, dall’art. 1 alla Costituzione) non possono essere più tollerate e richiedono una compatta manifestazione di resistenza, un grande sussulto di orgoglio, un forte impegno di tutti a difesa dei valori cui si fonda la nostra Repubblica democratica.
Si sveglino le coscienze inquiete. Bando ad ogni rassegnazione. Si facciano sentire le voci di quanti, in silenzio, trovano insopportabile una situazione del genere. Si faccia, insomma, sentire, con forza una volontĂ  popolare unitaria di rigetto di questo pericoloso tentativo di spingerci verso soluzioni autoritarie e populiste.
A tutti chiediamo un maggior impegno nella vita di tutti i giorni, nello svolgimento delle singole funzioni della vita democratica, ma anche nei grandi momenti della vita del nostro Paese. Il 25 aprile, Festa della Liberazione, è l’occasione per levare alto un grido di ripulsa e di protesta, e al tempo stesso di impegno. Da tutte le piazze d’Italia emerga con chiarezza la forza della democrazia e la volontà popolare di salvaguardarla, proprio nel momento in cui ricordiamo i tanti caduti per la Libertà, che certo non sognavano un Paese come questo.

Carlo Smuraglia
Presidente Nazionale ANPI

Roma 21 aprile 2011

 
LEGALITA’, LAVORO, COSTITUZIONE PDF Stampa E-mail

Sono queste le parole che rappresentano la possibile salvezza del nostro Paese, di fronte alle scelte di una maggioranza che attacca la Carta costituzionale,  taglia i fondi

destinati  alla  scuola pubblica e ricerca, che non dà  prospettive di  lavoro ai giovani.
Legalità: perché solo dal rispetto del bene comune contro la corruzione e l’intreccio fra criminalità e potere, può rinascere la fiducia della gente nella politica e nelle istituzioni.

Lavoro: perché dal lavoro nasce l’indipendenza economica del cittadino e la possibilità di rendersi protagonista attivo nella società. Le scelte dell’attuale Governo non danno sbocchi per il futuro, fatto di precariato e sfruttamento. Ne abbiamo un esempio a Scandicci dove, a causa dei tagli agli incentivi per le energie rinnovabili decisi dal Governo, 370 lavoratori della ISI rischiano di  perdere la speranza di un lavoro, dopo anni di crisi e cassa integrazione.
E mentre da una parte si taglia sulle energie rinnovabili, dall’altra si continua a puntare

sulla folle scelta del nucleare, drammaticamente condannata  dagli ultimi eventi del  

Giappone.
Costituzione:
perché non è accettabile la logica delle Destre al governo che vogliono smantellarla per: - ridurre il Parlamento ad un organo che approva, a suon di voti di fiducia,  le scelte del Governo;
- fare della Magistratura una struttura al servizio dell’esecutivo, in aperta

violazione del principio della divisione dei poteri;
-  salvare il Presidente del Consiglio da un giusto processo, come avrebbe  invece  

qualsiasi comune  cittadino.

PER IL DIRITTO AL LAVORO,  PER LA SCUOLA PUBBLICA
W  LA COSTITUZIONE  VIVA


Associazione Nazionale Partigiani d’Italia - Sezione di Scandicci
Via dei Rossi 26  - 50018  Scandicci (FI)  tel. 055/254758
 
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Cane ANPI


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