La Costituzione Violata

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quanti milioni in....guerre!! PDF Stampa E-mail

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Nonostante l’art.11 della Costituzione stabilisca che “L’Italia ripudia la guerra come strumento di soluzione dei conflitti…” da anni il nostro Paese è coinvolto in prima linea in missioni militari, sicuramente non difensive che, in periodo di crisi economica, appaiono davvero soldi sprecati. Da un’analisi apparsa sul sito dell’Osservatorio sulle spese militari italiane (Mil€x), emerge un quadro preoccupante di cui i cittadini sono completamente all’oscuro.
Aumenta ’impegno militare italiano in Libia, con costitriplicati e quello nelle missioni Natoin funzione anti-russa lungo la nuova “cortina di ferro” che corre dal Baltico al Mar Nero. Raddoppiano gli stanziamenti per le missioni in Turchiae triplicano quelli per le operazioni dei servizi segreti. Sono queste le principali novità del rifinanziamentodelle missioni 2017 all’esame del Parlamento.
Emerge un aumento dello stanziamento generale di circa il 7 per cento rispetto al 2016. Soldi destinati a finanziare l’impiego di 7.600 uomini, 1.300 mezzi terrestri, 54 mezzi aerei e 13 navali in decine di missioni in 22 Paesi.
Libia: costo triplicato – Il costo di questa missione nel 2017 è quasi triplicato rispetto all’anno precedente (da 17 a 48 milioni). Quel che è certo è che il contingente italiano (326 soldati e 107 mezzi terrestri) rischia di trovarsi in una situazione difficile a causa del rafforzamento del generale Haftarsostenuto da Russia ed Egitto.
Turchia – Altro aumento di spesa (da 7 a 12 milioni) riguarda la missione “Active Fence” con il compito di presidiare il confine siriano con unabatteria anti-missile e la partecipazione (con un’aerocisterna) alla missione Nato di pattugliamento dello spazio aereo turco. Entrambe le missioni hanno ufficialmente funzione di deterrenza contro la minaccia del regime di Assad, ma anche di sorveglianza delle attività militari russe nella regione.
Lettonia e Bulgaria, missioni Nato in funzione anti russa – La funzione anti-russa è invece esplicita per due nuove missioni Nato a protezione dei confini orientali dell’alleanza, cui l’Italia parteciperà con 160 soldati e 50 mezzi terrestri (costo 20 milioni) sul confine lettone-russo nell’ambito della “Spearhead Force” e 4 caccia con 110 uomini (costo 11,5 milioni) per pattugliare lospazio aereo bulgaro.
Servizi segreti: triplica lo stanziamento per operazioni di intelligence – Degno di nota il triplicare dello stanziamento (da 5 a 15 milioni) per le operazioni d’intelligence a supporto delle missioni condotte dagli agenti operativi dell’Agenzia di informazione e sicurezza esterna (Aise), attivi soprattutto in Libia, Iraq e Afghanistan. L’incremento è legato alla novità (introdotta un anno fa da Renzi) dell’impiego di forze speciali a supporto delle operazioni d’intelligence per operazioni segrete. Quando le attività sono segrete, la storia ce lo insegna, non vi è controllo di niente: su obiettivi e metodi utilizzati.
In Iraq il contingente italiano più numeroso – E’ ormai il principale impegno militare italiano, con un costo di 300 milioni l’anno (50 milioni in più rispetto al 2016) e l’impiego di 1.500 soldati (il contingente più numeroso dopo quello USA).
L’impegno in Afghanistan insieme ai marine – E’ il secondo teatro più impegnativo per le forze armate italiane, presenti nel Paese ormai da quindici anni, con un costo di 295 milioni — compresi i 120 milioni per il sostegno alle forze di sicurezza locali — e l’impiego di 900 soldati.
Le altre missioni dal Libano alla Somalia – Nessuna rilevante novità per tutte le altre missioni: Libano (153 milioni) con 1.125 uomini; Kosovo (80 milioni); missione antipirateria in Oceano Indiano (27 milioni) con 2 navi, 2 mezzi aerei e 407 uomini; supporto aereo logistico in Emirati, Qatar e Barhain (21 milioni); Somalia (13 milioni); base militare italiana a Gibuti (112 milioni) con 116 soldati e 21 mezzi terrestri. Seguono le missioni in Albania (6 milioni), Egitto (4 milioni), Palestina (3 milioni), Mali (2,5 milioni), Bosnia,Cipro,Niger e Pakistan, in tutto poco più di 1 milione.
 
ha vinto la costituzione PDF Stampa E-mail

DICHIARAZIONE del  5 DICEMBRE 2016 di CARLO SMURAGLIA:

Ancora una volta ha vinto la Costituzione, contro l'arroganza, la prepotenza, la mancanza di rispetto per la sovranità popolare e i diritti dei cittadini. Hanno usato tutti gli strumenti possibili, il denaro, la stampa, i poteri forti, gli stranieri; sono ricorsi al dileggio e alla diffamazione degli avversari, ma il popolo italiano non si è lasciato convincere e ha dato una dimostrazione grandiosa di maturità. Noi che abbiamo fatto una campagna referendaria rigorosa, sul merito, con l'informazione e il ragionamento, siamo felici e orgogliosi di questo successo. Ora finalmente si potrà pensare di attuare la Costituzione nei suoi principi e nei suoi valori fondamentali, per eliminare le disuguaglianze sociali, privilegiare lavoro e dignità della persona, per riportare la serietà, l'onestà e la correttezza nella politica e nel privato. Alle sorti del Governo provvederà il Presidente della Repubblica e noi ci rimettiamo alla sua saggezza. La cosa importante è che riprenda il confronto politico e democratico e che prevalga su ogni altra cosa la partecipazione dei cittadini. Questa è una vittoria anche dell'ANPI, ma soprattutto della democrazia e ripeto, con forza, della Costituzione. Mi auguro, inoltre, che si realizzi finalmente quella rigenerazione della politica, in senso politico ed etico, che è un'esigenza imprescindibile e indifferibile, per il rilancio del Paese e delle sue istituzioni, sulla base di un consenso diffuso e consapevole. Sarà un nuovo “patriottismo costituzionale “, di cui l'ANPI si farà promotrice e garante, a determinare le condizioni per il consolidamento e lo sviluppo del nostro sistema democratico.
 
le ragioni del NO a Scandicci PDF Stampa E-mail
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Già da due sabati il Comitato antifascista per la difesa dell Costituzione di Scandicci, di cui fa parte la Sezione ANPI "Sergio Fallani", Sinistra Italiana, l'Associazione per la Vita Indipendente e Rifondazione comunista, ha organizzato un banchino informativo in piazza del mercato a Scandicci. Molti i cittadini che si sono fermati per conoscere i motivi del NO allo stravolgimento della nostra Costituzione, quei motivi e ragioni che sono completamente assenti (salvo eccezioni) dalle tv e giornali nazionali. Anche il prossimo sabato mattina, il Comitato sarà in piazza per dire chiaramente NO  allo  stravolgimento approvato dalla maggioranza di Renzi-Alfano-Verdini e per informare le cittadine e cittadini di Scandicci del rischio che corre  la nostra democrazia nel referendum del 4 dicembre.
 
VIGNETTISTI PER IL no PDF Stampa E-mail
Di seguito alcune delle vignette estratte dal sito VIGNETTISTI PER IL NO
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C'è chi dice NO! anche nel mondo della Cultura e dello spettacolo PDF Stampa E-mail
Ilfattoquotidiano.it ha interpellato un campione significativo di personaggi celebri della società civile. Attori, musicisti, medici, registi. Che si schierano decisamente contro la riforma Renzi-Boschi. Chi in nome del padre partigiano, chi per le novità poco democratiche introdotte, chi per l'intervento pesante del governo. Ecco  alcune delle risposte.
 
di Valeria Chichi


BRUTTO IMPICCIO Fernando Aiuti, immunologo. «Voterò no perché questa riforma, che viene a costare un sacco di soldi, è una riforma a metà che non riduce i costi e limita soltanto il potere democratico dei cittadini. Politici di destra e di sinistra lo dicono: ancora una volta, un impiccio».
 
SOTTO RICATTO Rossella Brescia, conduttrice, ballerina. «Voto No perché c’è gente che è morta per la nostra Costituzione e credo che se si procede a una riforma, questa debba essere comunicata nel modo più corretto possibile ai cittadini. Invece mi accorgo che i contenuti di questa legge sono assolutamente in secondo piano, rispetto al ricatto di far cadere il Governo, che terrorizza tanti cittadini».
NON C’E’ DA FIDARSI Rosita Celentano, attrice, conduttrice. «Io sono grillina nel midollo, io di Renzi non mi fido e non lo stimo e non sono contenta di questa riforma. Mi sento presa per il culo. Sono sempre andata a votare e andrò a votare anche questa volta e voterò No».
POVERI ANIMALI Roberto Faenza, regista. «Non tutta la proposta governativa è da buttare, ma se si voleva fare una vera riforma, allora bisognava abolire del tutto il Senato. Voterò No soprattutto per il motivo che mi fanno orrore le argomentazioni di chi parla di veri partigiani, di gufi e civette, in attesa che si prendano di mira anche le galline e i maiali».
OCCHIO AI FASCI Carlo Freccero, autore televisivo, consigliere della Rai. «Il Governo vuole oggi “rottamare” la Costituzione. Ma il fatto che non esistano più nel panorama politico parlamentare partiti che possano definirsi ideologici, non significa che la nostra libertà non corra dei rischi. Il fascismo storico è morto. Ma quando Mussolini prese il potere, azzerò i partiti e sostituì i sindacati con le corporazioni, lo fece invocando gli stessi concetti di efficientismo e pragmatismo che autorizzano oggi il fronte del Sì a richiedere il disarmo della nostra Costituzione. Oggi non si tratta più di combattere il fascismo storico, ma lo strapotere delle multinazionali, il TTIP, la militarizzazione che ci ha fatto superare, il divieto esplicito nella nostra Costituzione, a fare la guerra. Oggi più che mai le minoranze parlamentari devono avere diritto di parola».
NERVI SCOPERTI Claudio Gioè, attore. «Sto seguendo il dibattito e ho le idee chiare: voterò No perché questa riforma attacca pericolosamente i nervi e la struttura della Costituzione che è basata sull’equilibrio dei poteri. Oltretutto trovo allucinante il rischio che i rappresentanti dei poteri locali insediati al Senato, guadagnino l’immunità parlamentare. Un pericoloso scudo magico».
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Cane ANPI


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