La Costituzione Violata

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avvenne quel 27 febbraio.... PDF Stampa E-mail

 

 

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QUELLE BARRICATE DEL 1921,   PRIMA RESISTENZA AL FASCISMO
Dopo l'assassinio di Spartaco Lavagnini, avvenuto per mano fascista a Firenze il 27 febbraio 1921 ed i tumulti che ne seguirono, i cittadini di Scandicci fecero sentire forte il loro sdegno e protesta. Furono erette barricate in vari punti della città. In particolare, al ponte sulla Greve - strada di collegamento con Firenze - dove ci si aspettava l’arrivo degli squadristi, venne eretto l’ostacolo più importante, il "trincerone". La mattina del 28 febbraio arrivò un contingente dell’esercito dotato di autoblindo e cannoni che sparò contro il popolo insorto. Quindi arrivarono i fascisti e il contingente si ritirò. I fascisti ebbero mano libera, scatenando rappresaglie immediate. Oltre alla distruzione delle sedi operaie, si colpì la vita democratica. Furono imposte le dimissioni del Consiglio comunale e si nominò un Commissario prefettizio con mansioni di ordinaria amministrazione. Molti cittadini di Scandicci vennero sottoposti ad un processo politico che portò alle condanne del Sindaco Silvio Cicianesi a 15 anni di reclusione, l’assessore Vittorio Michelassi a 5 anni e 10 mesi. Altri dieci imputati vennero condannati a pene variabili.
Ogni anno ricordiamo con immenso riconoscimento e ammirazione questa lotta di popolo che si oppose alle scorribande delle squadracce fasciste. Per non dimenticare.....
 
quanti milioni in....guerre!! PDF Stampa E-mail

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Nonostante l’art.11 della Costituzione stabilisca che “L’Italia ripudia la guerra come strumento di soluzione dei conflitti…” da anni il nostro Paese è coinvolto in prima linea in missioni militari, sicuramente non difensive che, in periodo di crisi economica, appaiono davvero soldi sprecati. Da un’analisi apparsa sul sito dell’Osservatorio sulle spese militari italiane (Mil€x), emerge un quadro preoccupante di cui i cittadini sono completamente all’oscuro.
Aumenta ’impegno militare italiano in Libia, con costitriplicati e quello nelle missioni Natoin funzione anti-russa lungo la nuova “cortina di ferro” che corre dal Baltico al Mar Nero. Raddoppiano gli stanziamenti per le missioni in Turchiae triplicano quelli per le operazioni dei servizi segreti. Sono queste le principali novità del rifinanziamentodelle missioni 2017 all’esame del Parlamento.
Emerge un aumento dello stanziamento generale di circa il 7 per cento rispetto al 2016. Soldi destinati a finanziare l’impiego di 7.600 uomini, 1.300 mezzi terrestri, 54 mezzi aerei e 13 navali in decine di missioni in 22 Paesi.
Libia: costo triplicato – Il costo di questa missione nel 2017 è quasi triplicato rispetto all’anno precedente (da 17 a 48 milioni). Quel che è certo è che il contingente italiano (326 soldati e 107 mezzi terrestri) rischia di trovarsi in una situazione difficile a causa del rafforzamento del generale Haftarsostenuto da Russia ed Egitto.
Turchia – Altro aumento di spesa (da 7 a 12 milioni) riguarda la missione “Active Fence” con il compito di presidiare il confine siriano con unabatteria anti-missile e la partecipazione (con un’aerocisterna) alla missione Nato di pattugliamento dello spazio aereo turco. Entrambe le missioni hanno ufficialmente funzione di deterrenza contro la minaccia del regime di Assad, ma anche di sorveglianza delle attività militari russe nella regione.
Lettonia e Bulgaria, missioni Nato in funzione anti russa – La funzione anti-russa è invece esplicita per due nuove missioni Nato a protezione dei confini orientali dell’alleanza, cui l’Italia parteciperà con 160 soldati e 50 mezzi terrestri (costo 20 milioni) sul confine lettone-russo nell’ambito della “Spearhead Force” e 4 caccia con 110 uomini (costo 11,5 milioni) per pattugliare lospazio aereo bulgaro.
Servizi segreti: triplica lo stanziamento per operazioni di intelligence – Degno di nota il triplicare dello stanziamento (da 5 a 15 milioni) per le operazioni d’intelligence a supporto delle missioni condotte dagli agenti operativi dell’Agenzia di informazione e sicurezza esterna (Aise), attivi soprattutto in Libia, Iraq e Afghanistan. L’incremento è legato alla novità (introdotta un anno fa da Renzi) dell’impiego di forze speciali a supporto delle operazioni d’intelligence per operazioni segrete. Quando le attività sono segrete, la storia ce lo insegna, non vi è controllo di niente: su obiettivi e metodi utilizzati.
In Iraq il contingente italiano più numeroso – E’ ormai il principale impegno militare italiano, con un costo di 300 milioni l’anno (50 milioni in più rispetto al 2016) e l’impiego di 1.500 soldati (il contingente più numeroso dopo quello USA).
L’impegno in Afghanistan insieme ai marine – E’ il secondo teatro più impegnativo per le forze armate italiane, presenti nel Paese ormai da quindici anni, con un costo di 295 milioni — compresi i 120 milioni per il sostegno alle forze di sicurezza locali — e l’impiego di 900 soldati.
Le altre missioni dal Libano alla Somalia – Nessuna rilevante novità per tutte le altre missioni: Libano (153 milioni) con 1.125 uomini; Kosovo (80 milioni); missione antipirateria in Oceano Indiano (27 milioni) con 2 navi, 2 mezzi aerei e 407 uomini; supporto aereo logistico in Emirati, Qatar e Barhain (21 milioni); Somalia (13 milioni); base militare italiana a Gibuti (112 milioni) con 116 soldati e 21 mezzi terrestri. Seguono le missioni in Albania (6 milioni), Egitto (4 milioni), Palestina (3 milioni), Mali (2,5 milioni), Bosnia,Cipro,Niger e Pakistan, in tutto poco più di 1 milione.
 
ha vinto la costituzione PDF Stampa E-mail

DICHIARAZIONE del  5 DICEMBRE 2016 di CARLO SMURAGLIA:

Ancora una volta ha vinto la Costituzione, contro l'arroganza, la prepotenza, la mancanza di rispetto per la sovranità popolare e i diritti dei cittadini. Hanno usato tutti gli strumenti possibili, il denaro, la stampa, i poteri forti, gli stranieri; sono ricorsi al dileggio e alla diffamazione degli avversari, ma il popolo italiano non si è lasciato convincere e ha dato una dimostrazione grandiosa di maturità. Noi che abbiamo fatto una campagna referendaria rigorosa, sul merito, con l'informazione e il ragionamento, siamo felici e orgogliosi di questo successo. Ora finalmente si potrà pensare di attuare la Costituzione nei suoi principi e nei suoi valori fondamentali, per eliminare le disuguaglianze sociali, privilegiare lavoro e dignità della persona, per riportare la serietà, l'onestà e la correttezza nella politica e nel privato. Alle sorti del Governo provvederà il Presidente della Repubblica e noi ci rimettiamo alla sua saggezza. La cosa importante è che riprenda il confronto politico e democratico e che prevalga su ogni altra cosa la partecipazione dei cittadini. Questa è una vittoria anche dell'ANPI, ma soprattutto della democrazia e ripeto, con forza, della Costituzione. Mi auguro, inoltre, che si realizzi finalmente quella rigenerazione della politica, in senso politico ed etico, che è un'esigenza imprescindibile e indifferibile, per il rilancio del Paese e delle sue istituzioni, sulla base di un consenso diffuso e consapevole. Sarà un nuovo “patriottismo costituzionale “, di cui l'ANPI si farà promotrice e garante, a determinare le condizioni per il consolidamento e lo sviluppo del nostro sistema democratico.
 
le ragioni del NO a Scandicci PDF Stampa E-mail
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Già da due sabati il Comitato antifascista per la difesa dell Costituzione di Scandicci, di cui fa parte la Sezione ANPI "Sergio Fallani", Sinistra Italiana, l'Associazione per la Vita Indipendente e Rifondazione comunista, ha organizzato un banchino informativo in piazza del mercato a Scandicci. Molti i cittadini che si sono fermati per conoscere i motivi del NO allo stravolgimento della nostra Costituzione, quei motivi e ragioni che sono completamente assenti (salvo eccezioni) dalle tv e giornali nazionali. Anche il prossimo sabato mattina, il Comitato sarà in piazza per dire chiaramente NO  allo  stravolgimento approvato dalla maggioranza di Renzi-Alfano-Verdini e per informare le cittadine e cittadini di Scandicci del rischio che corre  la nostra democrazia nel referendum del 4 dicembre.
 
VIGNETTISTI PER IL no PDF Stampa E-mail
Di seguito alcune delle vignette estratte dal sito VIGNETTISTI PER IL NO
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Cane ANPI


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