Il segno dei tempi
Martedì 28 Novembre 2017 20:56
Due gravi notizie nell’Europa dei diritti “a parole” e della deriva antidemocratica nei fatti. A volte alcune notizie ci fanno riflettere più di tanti discorsi. In Polonia e in Germania due fatti ci dicono di quanto l’odio instillato dai partiti neo-fascisti, razzisti e populisti attraverso il megafono delle tv e giornali, portano giorno dopo giorno l’Europa in una strada di non ritorno: quella dell’intimidazione e della violazione del diritti umani.
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Polonia: militanti di estrema destra hanno inscenato una macabra manifestazione davanti ad un monumento ai caduti circondato da corone di fiori e, davanti, sorreggendo ciascuno una "forca" dalla quale penzolano le foto in primo piano (simbolicamente le teste) di sei eurodeputati di Po (Piattaforma civica) che lo scorso 15 novembre hanno votato a favore della risoluzione con quale il Parlamento Ue ha ammonito il governo di Varsavia per il mancato rispetto dello Stato di diritto. Siamo a Katowice, vicino a Cracovia. Jan Grabiec, portavoce del partito all'opposizione spiega che la manifestazione è stata organizzata dal gruppo di estrema destra, cattolico integralista e antisemita Onr (Obóz Narodowo-Radykalny Falanga), sotto gli occhi della polizia che non è intervenuta. (il sottolineato è nostro. Negli ultimi tempi infatti, in Italia come in altri Paesi europei, la polizia e le Istituzioni hanno deciso di stare a “guardare” i neofascisti e molto spesso manganellano gli antifascisti e i democratici che vi si oppongono) .
Berlino - Il sindaco della città tedesca di Altena, il conservatore Andreas Hollstein, esponente della Cdu, è stato accoltellato in un negozio di kebab. L'assalitore, che secondo i testimoni era ubriaco, ha chiesto a Hollstein se fosse il sindaco prima di pugnalarlo. Confermato il movente politico dell'attacco. L'aggressore, arrestato, ha contestato la politica dei rifugiati del governo locale: Altena è nota per accogliere più migranti di quanto stabilito per quota nei Land della Germania. L'aggressore ha avvicinato Hollstein e gli ha chiesto se fosse il sindaco, prima di accoltellarlo urlando critiche contro la sua politica migratoria. L'assalitore è ora sotto inchiesta per tentato omicidio. L'aggressione riporta alla mente quella subita da Henriette Reker, sindaco di Colonia, anche lei nota per le sue politiche liberali in materia di migranti.
 
la tessera anpi 2018
Sabato 25 Novembre 2017 17:42
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storie di ordinario...sfruttamento
Domenica 19 Novembre 2017 13:23
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Hanno chiesto  giustizia per Bobb Alagie, il ragazzo del Gambia ferito venerdì scorso alla bocca a Gricignano d'Aversa con un colpo d'arma da fuoco esploso da uno dei soci della cooperativa che lo accoglieva. Il ragazzo è ancora in prognosi riservata all'ospedale Cardarelli di Napoli. A fare appello alle prefetture di Napoli e Caserta i manifestanti che hanno sfilato per la marcia degli esclusi, corteo animato da studenti, ragazzi dei centri sociali, associazioni e migranti. Adesso il giovane si trova in ospedale in prognosi riservata.
Al centro della disputa c'è la condizione in cui versano i migranti all’interno del centro di accoglienza: è assente qualsiasi tipo di assistenza sanitaria e gli ospiti del centro vengono costretti a lavorare per 12 ore al giorno per pochi euro. Alagie ero uno dei pochi che da mesi protestava contro il livello di sfruttamento.
Quanto accaduto in questo centro di accoglienza è quello che accade in molti altri centri di accoglienza in giro per l’Italia. Per quanto si possano sgolare i politici e qualunquisti nostrani con la storia dell’immigrato parassita che "costa" 35 euro al giorno concessi dallo Stato, la dura  realtà ci dice ben altro.
Migliaia di migranti vengono sistematicamente utilizzati dalle solite cooperative, come forza lavoro a basto costo, in cambio nessuna garanzia sanitaria, nessun diritto, solo profitto per gestori dei centri e delle imprese che li sfruttano  E quando qualcuno di loro alza o prova ad alzare la testa, bisogna "calmarlo con i dovuti modi”. 

 

 
Quei diritti dimenticati
Giovedì 16 Novembre 2017 22:03

Complici di violazione dei diritti umani: “il patto con la Libia è inumano”. L’Onu denuncia il Governo Italiano.

Una dura condanna alla politica europea e soprattutto italiana sui migranti è arrivata dall'Onu. L'Alto commissario per i diritti umani, Zeid Raad al-Hussein ha definito "disumana" la collaborazione tra Unione europea e la Libia per la gestione dei flussi migratori dal continente africano. "La politica dell'Unione Europea di assistere la guardia costiera libica nell'intercettare e respingere i migranti nel Mediterraneo è disumana" ha affermato. "La sofferenza dei migranti detenuti in Libia è un oltraggio alla coscienza dell'umanità", ha detto in una nota.
Alcuni migranti, usciti vivi dal Ghetto di Sabha, la più spaventosa delle prigioni dei trafficanti di uomini in Libia, stanno collaborando con la polizia e la magistratura italiana per identificare i carcerieri ed aiutare gli inquirenti nelle indagini. In questo centro centinaia di migranti subiscono torture e violenze,  per indurli a chiedere alle rispettive  famiglie i soldi necessari per la loro liberazione. Un vero inferno riassunto in una foto, pubblicata da vari giornali e siti informativi, entrata negli atti dell'inchiesta.
La situazione inaccettabile nei campi libici è documentata anche in un reportage esclusivo della Cnn, realizzato dopo aver ricevuto un video che testimonierebbe una tratta di esseri umani in Libia, del tutto paragonabile a quella degli schiavi. L'Alto commissario ha denunciato poi l'assistenza fornita dall'Ue e dall'Italia alla guardia costiera libica per arrestare i migranti in mare. "Gli interventi crescenti dell'Ue e dei suoi stati membri non sono stati finora indirizzati a ridurre il numero di abusi subiti dai migranti", ha spiegato l'Alto commissario per i diritti umani. Il sistema di sorveglianza dell’ONU mostra infatti un rapido deterioramento della loro situazione in Libia. Gli osservatori sono rimasti sconvolti da ciò che hanno visto: migliaia di uomini, donne e bambini traumatizzati, ammassati l'uno sull'altro, bloccati in capannoni, spogliati di ogni dignità.
Dopo aver letto questa notizia, un commento sorge spontaneo: come siamo potuti arrivare a questo punto così basso nella politica estera del nostro Paese.
Senza alcun rispetto delle Dichiarazioni dei diritti umani e delle convenzioni internazionali. Occorre uno scatto di indignazione da parte di ogni democratico.
 
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Cane ANPI


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