Mobilitazione contro le provocazioni neofasciste di casapound e forza nuova a Scandicci
Mercoledì 12 Aprile 2017 21:24
NO alle provocazioni fasciste
Continuano le provocazioni neofasciste a Scandicci. Sabato al mercato vi erano i banchini di casapound e forza nuova, gruppi che incitano all’odio razziale e speculano sulla guerra fra poveri. Ma la realtà e le azioni di queste organizzazioni le conosciamo bene:
casapound:  dalla stampa riportiamo che dal 2011 a oggi, fra militanti e simpatizzanti di casapound, sono stati arrestati in 20. In pratica, mediamente ogni tre mesi uno è finito in manette. Nello stesso periodo i denunciati sono stati 359: uno ogni cinque giorni. I motivi quasi sempre gli stessi: violenze nei confronti di chi ha il colore della pelle diverso, di chi non la pensa come loro ecc.
forza nuova: il suo capo Roberto Fiore, si rifugiò in Gran Bretagna per una condanna per associazione sovversiva e banda armata. Ha un’ideologia xenofoba, nazionalpopolare e tradizionalista cattolica. Si ispira alle organizzazioni terroristiche e antisemite dello scorso secolo, come la Guardia di Ferro rumena. “La stessa Corte di Cassazione, l’8 gennaio 2010 (sentenza 19449 Quinta sezione penale), riguardo Forza nuova, ribadiva la natura «nazifascista» dell’organizzazione”.
L’ANPI, da sempre, condanna e chiede che vengano vietate iniziative promosse da organizzazioni che si pongono in aperto contrasto con i principi sanciti dalla Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza e con le leggi Scelba e Mancino. Fra qualche giorno ricorderemo il 25 aprile 1945, giorno della Liberazione dell’Italia dai nazi-fascisti e il ritorno alla democrazia dopo il ventennio di Mussolini.
Invitiamo i cittadini, le associazioni ed i partiti democratici a respingere con forza le provocazioni neofasciste di casapound e forza nuova nella nostra città.

Liberiamo le nostre piazze

Questo il testo del  comunicato della Sezione ANPI  "Sergio Fallani" di Scandicci emesso e diffuso a giornali, forze politiche e sindacali, associazioni di fronte ai provocatori  banchini organizzati dai neofascisti a Scandicci.

 
L'Italia ripudia la guerra.....una firma per riaffermarlo!
Sabato 01 Aprile 2017 10:40
Amnesty International Italia ha lanciato una raccolta di firme per far cessare  che il nostro Paese fornisca di armi l 'Arabia Saudita che sta bombardando lo Yemen. Eccolo:
Il Governo italiano sta continuando a fornire armi all’Arabia Saudita e agli altri membri della coalizione da utilizzare contro lo Yemen, violando il diritto nazionale ed internazionale.
Tra le norme violate, ci sono quelle stabilite nel Trattato sul commercio delle armi a cui l’Italia ha aderito proprio per prevenire la sofferenza umana dovuta ad uno commercio sconsiderato e senza regole, oltre alla legge italiana 185 del 1985 che vieta espressamente la vendita di armi a paesi coinvolti in conflitti armati.
Anche bombe prodotte in Italia sono state utilizzate in questi due anni di violento conflitto, come confermato dal Rapporto delle Nazioni Unite sul conflitto nello Yemen dello scorso 27 gennaio dove si mostrano le prove dell’utilizzo di bombe targate RWM da parte della coalizione araba nella capitale Sana’a. Ad oggi si calcolano più di 12.000 tra morti e feriti tra i civili, 18 milioni le persone che necessitano di assistenza umanitaria e oltre 3 milioni quelle costrette a lasciare le proprie case.
Abbiamo bisogno della vostra voce per chiedere al nostro governo di fermare la vendita di armi!
Firmiamo  ora per non essere più complici  di questi crimini.
 
 
 
anpi, ieri e oggi
Mercoledì 29 Marzo 2017 14:29
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verso la giornata internazionale contro il razzismo
Sabato 18 Marzo 2017 14:58
NO AI DECRETI MINNITI-ORLANDO SU IMMIGRAZIONE E SICUREZZA
Appello per un’assemblea pubblica il 21 marzo 2017
Giornata Internazionale contro il razzismo
Il Decreto Legge Minniti-Orlando e il Decreto ‘Sicurezza’, entrati recentemente in vigore ed in fase di conversione in Parlamento, rappresentano un passo indietro sul piano dei diritti e della civiltà giuridica del nostro Paese. Attraverso un uso improprio della legislazione di urgenza, i due decreti, anziché intervenire sulle tante contraddizioni e i limiti dell’attuale legislazione, introducono nuove norme di discutibile efficacia, senza peraltro migliorare l’efficienza del sistema. Ad esempio si rilancia il ruolo dei Centri Permanenti per il Rimpatrio, nuova denominazione per gli attuali CIE, senza che ne venga modificata la funzione e assicurato il pieno rispetto dei diritti delle persone trattenute.
Il Legislatore prevede un’unica procedura per le espulsioni, valida tanto per chi proviene da percorsi di criminalità e lunghi periodi di carcerazione, quanto per il lavoratore straniero privo di permesso di soggiorno, quando sarebbe al contrario opportuno prevedere percorsi di regolarizzazione individuale per chi si è di fatto inserito positivamente nel nostro Paese.
Esprimiamo forte contrarietà rispetto all’abolizione del secondo grado di giudizio per il riconoscimento del diritto di asilo e alla sostanziale abolizione del contraddittorio nell’unico grado di giudizio, limitato da una procedura semplificata (rito camerale) priva del dibattimento. In tal modo non solo viene violato il diritto di difesa di cui all’art.24 della Costituzione, ma si preclude al giudice la valutazione in concreto della persona del ricorrente e del suo eventuale percorso di inclusione sociale ai fini della valutazione sul rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari.
Gestire e governare in modo efficace e lungimirante il fenomeno migratorio non significa – noi crediamo – limitarsi ad irrealistiche azioni di deterrenza. Occorrono, invece, norme che favoriscano i flussi d’ingresso e la permanenza regolare dei cittadini stranieri, contrastando così il lavoro nero e lo sfruttamento. Ribadiamo inoltre l’urgenza di aprire corridoi umanitari e aumentare considerevolmente i reinsediamenti, per consentire alle persone che fuggono da guerre, persecuzioni, fame e povertà di entrare in Italia e in Europa senza mettere in pericolo la loro vita.
Riteniamo inaccoglibile la pretesa di ricondurre la materia del “decoro urbano” al tema della sicurezza, avallando una concezione dell’ordine pubblico che non produce vera sicurezza ma, al contrario, rischia di creare maggiore insicurezza criminalizzando la marginalità sociale senza preoccuparsi di intervenire per combattere la povertà e la marginalità di un numero crescente di cittadini.
Riteniamo inopportuno il ricorso alla decretazione d’urgenza per riformare materie, come il diritto di asilo e le discipline sulla sicurezza urbana, che richiederebbero un più articolato confronto democratico. Nel merito, riteniamo, comunque, che i due Decreti Legge non debbano essere convertiti nella forma attuale: i firmatari chiedono dunque che si apra un confronto ampio e approfondito al fine di dare al Paese una nuova disciplina più bilanciata e condivisa
Per questo facciamo appello a chi intende impegnarsi per impedire la conversione in legge di questi provvedimenti del Governo così formulati a partecipare a un’assemblea pubblica il prossimo 21 marzo, Giornata internazionale contro il razzismo.
Appuntamento a Roma il 21 marzo 2017, ore 15, presso l’Università La Sapienza, in P.le Aldo Moro, edificio Fermi, aula 4 di Fisica.
A Buon Diritto, ACLI, ANOLF, Antigone, ARCI, ASGI, CGIL, Centro Astalli, CILD, CISL, Comunità Nuova, Comunità Progetto Sud, Comunità di S.Egidio, CNCA, Focus – Casa dei Diritti Sociali, Fondazione Migrantes, Legambiente, Lunaria, Oxfam Italia, SEI UGL, UIL
 
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Cane ANPI


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