le mafie vicine
Giovedì 15 Marzo 2012 08:23
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in piazza per i diritti di cittadinanza
Mercoledì 25 Gennaio 2012 21:24
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Sabato 28 gennaio l'ANPI Scandicci sarà in piazza del mercato, insieme ad alcuni partiti, come Comitato Unitario Antifascista di  Scandicci, per raccogliere le firme sulle due proposte di legge di iniziativa popolare "L'Italia sono anch'io" sui diritti di cittadinanza nei confronti dei minori stranieri nati in Itala e per il diritto al voto amministrativo ai  cittadini stranieri, residenti da almeno 5 anni.
E' un primo importante segnale  che vogliamo dare, sia contro il pesante clima securitario che si respira da anni in Italia nei confronti dei cittadini stranieri, sia per ricordare la barbara uccisione di due cittadini senegalesi, avvenuta a Firenze a dicembre,  da parte di un estremista neo-fascista.
Di seguito il testo del volantino preparato per l'occasione:

COMITATO UNITARIO ANTIFASCISTA SCANDICCI

oggi in piazza

PER  UN’ITALIA
DEMOCRATICA E INTERCULTURALE
che rispetta la Costituzione nata dalla Resistenza

- per sostenere "L’Italia sono anch’io", campagna di raccolta di firme per due proposte di  legge di iniziativa popolare sui diritti di cittadinanza dirette a riconoscere la cittadinanza italiana ai bambini nati in Italia da genitori stranieri e per estendere il diritto elettorale amministrativo, ai lavoratori stranieri regolarmente presenti in Italia da cinque anni.

- per ribadire il nostro NO alle organizzazioni (spesso appoggiate da esponenti di PDL e Lega) che inneggiano all’odio razziale e fanno apologia del nazi-fascismo, e per chiedere che siano applicate le leggi italiane in vigore che proibiscono la loro attività.

- per non dimenticare la recente, barbara uccisione di due cittadini senegalesi,  Samb Modou e Diop Mor, e il  ferimento grave di altri tre,  da parte di un militante di estrema destra in piazza Dalmazia a Firenze.


Quello di oggi è un primo momento unitario delle associazioni, sindacati  e partiti, che fanno parte del Comitato e che hanno a cuore i diritti umani e i princìpi fondamentali della Costituzione, baluardo essenziale contro ogni disegno antidemocratico nel nostro paese.
Ieri, 27 gennaio, “giorno della memoria”, ricorreva l'anniversario della liberazione dei prigionieri  di Auschwitz  nel 1945. Erano le vittime del nazi-fascismo che praticava il razzismo.
Le idee razziste generano atti di violenza contro chi ha la pelle di un altro colore, una fede differente, etc, solo perché viene definito un  “diverso”.


Vigileremo affinchè
nessun rigurgito neo-fascista si diffonda nel nostro territorio

 
27 GENNAIO 1945 - 27 GENNAIO 2012
Sabato 21 Gennaio 2012 15:07

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 "Gassazione" opera di David Olère

"Istituzione del "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti"
Legge 20 luglio 2000, n. 211
Art. 1.
1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
Per ricordare tutte le vittime della follia omicida nazista il Parlamento italiano ha scelto, nel 2000, la data del 27 Gennaio. Il 27 gennaio del 1945, infatti, le truppe sovietiche, avanzando nel territorio polacco, raggiungevano il campo di Auschwitz. Il mondo intero cominciava, così, a prendere coscienza delle proporzioni e della radicalità dello sterminio del popolo ebraico e insieme ad esso, di centinaia di migliaia di altri individui, che, secondo l'ideologia hitleriana, non dovevano e potevano trovare posto nella nuova Europa ariana. Nei paesi occupati dai nazisti, soprattutto quelli dell'Europa orientale, come nella stessa Germania, furono così, insieme agli ebrei, perseguitati, deportati e sterminati gli appartenenti a minoranze etniche considerate inferiori (sinti e rom e alcune minoranze slave), o religiose (Testimoni di Geova), e, in nome di un'aberrante ideologia, quanti erano affetti da handicap fisici o mentali o erano, secondo l'ideologia nazista, colpevoli di una inaccettabile devianza sociale: omossessuali, ecc. Fra le vittime dello sterminio vanno poi anche ricordati quei prigionieri fatti dai nazisti nei paesi occupati a cui non veniva riconosciuto lo status di prigioniero di guerra e che venivano inviati in campi di concentramento dove le condizioni detentive erano durissime. Molti di questi, soprattutto nei paesi dell'Europa orientale, in considerazione della loro posizione sociale o politica (dirigenti comunisti o ufficiali dell'esercito) non venivano neppure deportati ma brutalmente eliminati una volta catturati.
Ben sei milioni di ebrei, giovani, vecchi, neonati e adulti, furono uccisi dalla violenza nazista.
La Shoah si sviluppò in cinque diverse fasi: I. la privazione dei diritti civili dei cittadini ebrei;
II. la loro espulsione dai territori della Germania; III. la creazione di ghetti circondati da filo spinato, muri e guardie armate nei territori conquistati a est dal Terzo Reich, dove gli ebrei furono costretti a vivere separati dalla societĂ  e in precarie condizioni sanitarie ed economiche;
IV. i massacri delle Einsatzgruppen (squadre di riservisti incaricate di eliminare ogni oppositore del nazismo nei territori conquistati dell'Ucraina e della Russia) durante le azioni di rastrellamento;
V. la deportazione nei campi di sterminio in Polonia dove, dopo un'immediata selezione, gli ebrei venivano o uccisi subito con il gas o inviati nei campi di lavoro e sfruttati fino all'esaurimento delle forze, per essere poi comunque eliminati.
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Cane ANPI


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