insieme per Moustapha
Martedì 25 Settembre 2012 22:04

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Due momenti del primo Trofeo della Pace "Amicizia tra i popoli" che si è svolto Sabato 22 settembre presso lo Stadio Turri di Scandicci (via Rialdoli), il cui ricavato andrà in aiuto a Moustapha Dieng, il cittadino senegalese rimasto ferito il 13 dicembre 2011 a Firenze durante l'attentato razzista di piazza Dalmazia nel quale rimasero uccisi i suoi connazionali Samb Modou e Diop Mor. Moustapha Dieng si trova ancora ricoverato all’Unità spinale dell’ospedale di Careggi.
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Nella foto: Silvano Sarti, Presidente Provinciale dell'ANPI Firenze, consegna il gagliardetto della Sezione ANPI di Scandicci al Portavoce della comunità senegalese Pape Diaw (foto Ignazio Adamo).
 
1° Trofeo della pace "Amicizia fra i popoli"
Venerdì 14 Settembre 2012 22:47
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L'iniziativa è promossa dalla Comunità Senegalese e dalla Camera del Lavoro Metropolitana di Firenze per onorare la "giornata internazionale della Pace".
Si tratta di un torneo di calcio (a 11), fra squadre multietniche e si svolgerà sabato 22 settembre con inizio alle ore 15, a Scandicci, presso il Campo comunale Turri.  Al termine sarà offerto un catering multietnico.
Oltre al significato legato allo sport come momento di integrazione, anche questa iniziativa è a scopo solidaristico, infatti l'intero incasso della vendita dei biglietti e delle magliette ricordo della partita, sarà devoluto a Moustafà, il cittadino senegalese ferito gravemente  da un neofascista il 13 dicembre dello scorso anno e sempre ricoverato all'Unità Spinale di Careggi. Quel giorno, ricordiamo, vennero uccisi due cittadini senegalesi Samb Modou e Diop Mor e feriti altri due.
 
Eroi per la pace o vittime della guerra?
Mercoledì 05 Settembre 2012 20:46
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Davanti ad ogni vita umana stroncata è doveroso un rispetto profondo. Ma proprio in nome di tutte le vittime delle guerre, chissà quanti lettori di Avvenire sono rimasti scossi per quell’intera pagina dedicata agli “eroi per la pace”, e a quella realtà così “convergente” di soldati e cristiani. (8 agosto 2012, pag.3).
Ecco, lo diciamo forte: è davvero insopportabile questa retorica sulla guerra sempre più incombente e asfissiante.
Da sempre l’esperienza cristiana ci ha impegnato nella cura della “missione” e ci scandalizziamo ogni volta che un cristiano infanga questo valore confondendolo con le guerre -chiamate appunto “missioni di pace”- ma in realtà “avventura senza ritorno”.
Da sempre abbiamo presentato ai cristiani gli eroi della fede e ci scandalizziamo se ora volete rappresentarli con le armi in mano e, per nascondere le responsabilità di tanto sangue versato in questa “inutile strage”, fate diventare “eroi per la pace” questi giovani strappati alla loro vita, vittime della guerra.
Ci colpisce non veder affiorare nemmeno uno degli interrogativi che gli italiani e i cristiani si pongono ormai da anni, assistendo alla fallimentare carneficina afgana: La nostra presenza militare in Afghanistan costa 2 milioni di euro al giorno, e quali sono i risultati? Se li avessimo investiti in aiuto alla popolazione con ospedali, scuole, acquedotti non avremmo forse tolto consenso ai talebani e ai signori della guerra? E delle vittime in ‘campo nemico’ chi se ne occupa? Abbiamo i numeri esatti dei morti e feriti italiani! E quante sono le vittime irachene o afghane? Forse dobbiamo rassegnarci a considerare le migliaia di esseri umani uccise in questa assurda guerra solo “effetti collaterali”?
Ci colpisce molto leggere che anche l’Ordinario militare si allinea a questa retorica della guerra dichiarando, per esempio che fare il militare è “una professione aperta al bene comune e allo sviluppo della famiglia umana” oppure sostenendo che “i cappellani militari sono parroci senza frontiere, impegnati in una pastorale specifica sul fronte della pace”. Ce ne vuole davvero a descrivere “l’aeroporto di Ciampino dove arrivano le salme dei nostri soldati uccisi” come “una scuola di fede”. E ancora “Essere cristiani ed essere militari non sono dimensioni divergenti”.
Come cristiani e come sacerdoti restiamo stupiti per questo assai strano insegnamento magisteriale e, alla luce del Vangelo, siamo sconcertati. Siamo certi che anche il Direttore di Avvenire, oltre che ovviamente il Vescovo Pelvi, ben conosca la sapienza ecclesiale, supportata dal Magistero della Santa Sede, che ci ha insegnato a discernere i diversi modi di affrontare i conflitti internazionali, a partire dalle testimonianze dei primi martiri cristiani, che rifiutavano il servizio militare e non bruciavano il grano d’incenso all’Imperatore considerato una divinità. Come non ricordare il martirio di S. Massimiliano (295 d.C.) condannato a morte “poiché, con animo irrispettoso, hai rifiutato il servizio militare” “quia in devoto animo militia recusasti”) E quante testimonianze di martiri dei nostri giorni abbiamo ancora da raccontare.
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una Serata in ricordo di Samb Modou e Diop Mor
Martedì 04 Settembre 2012 21:20
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La CGIL, il Comune di San Casciano Val di Pesa, il Forum Cittadini Insieme e la Comunità Senegalese di Firenze  organizzano per  Venerdì 7 settembre alle ore 19 presso l’Arena Dentro le Mura di San Casciano V.P. una Serata in ricordo di Samb Modou e Diop Mor, i due cittadini senegalesi barbaramente uccisi  da un neofascista a dicembre, intitolata “ DIOUBO….COMPRENSIONE”.

La celebrazione inizierà con la consegna di una Targa di riconoscimento all’Azienda Agricola “Talente” che si è distinta per la sensibilità e il rispetto dimostrato nei confronti del proprio dipendente, Diop Mor, ucciso in piazza Dalmazia.
La targa sarà consegnata da Massimiliano Pescini (Sindaco di San Casciano V.P),
sono previsti gli interventi di:
Mauro Fuso, Segretario Generale CdLM di Firenze,
Pape Diaw, Portavoce Comunità Senegalese di Firenze
Modou Habib Diop, Rappresentante Forum Cittadini Insieme di San Casciano V.P.
La serata continuerà poi con una “Cena tipica Senegalese” e a seguire proiezione video, musiche dal vivo e letture
Il ricavato dell’intera serata sarà devoluto alle famiglie delle vittime. 
 
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Cane ANPI


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