Eroi per la pace o vittime della guerra?
Mercoledì 05 Settembre 2012 20:46
alt
Davanti ad ogni vita umana stroncata è doveroso un rispetto profondo. Ma proprio in nome di tutte le vittime delle guerre, chissà quanti lettori di Avvenire sono rimasti scossi per quell’intera pagina dedicata agli “eroi per la pace”, e a quella realtà così “convergente” di soldati e cristiani. (8 agosto 2012, pag.3).
Ecco, lo diciamo forte: è davvero insopportabile questa retorica sulla guerra sempre più incombente e asfissiante.
Da sempre l’esperienza cristiana ci ha impegnato nella cura della “missione” e ci scandalizziamo ogni volta che un cristiano infanga questo valore confondendolo con le guerre -chiamate appunto “missioni di pace”- ma in realtà “avventura senza ritorno”.
Da sempre abbiamo presentato ai cristiani gli eroi della fede e ci scandalizziamo se ora volete rappresentarli con le armi in mano e, per nascondere le responsabilità di tanto sangue versato in questa “inutile strage”, fate diventare “eroi per la pace” questi giovani strappati alla loro vita, vittime della guerra.
Ci colpisce non veder affiorare nemmeno uno degli interrogativi che gli italiani e i cristiani si pongono ormai da anni, assistendo alla fallimentare carneficina afgana: La nostra presenza militare in Afghanistan costa 2 milioni di euro al giorno, e quali sono i risultati? Se li avessimo investiti in aiuto alla popolazione con ospedali, scuole, acquedotti non avremmo forse tolto consenso ai talebani e ai signori della guerra? E delle vittime in ‘campo nemico’ chi se ne occupa? Abbiamo i numeri esatti dei morti e feriti italiani! E quante sono le vittime irachene o afghane? Forse dobbiamo rassegnarci a considerare le migliaia di esseri umani uccise in questa assurda guerra solo “effetti collaterali”?
Ci colpisce molto leggere che anche l’Ordinario militare si allinea a questa retorica della guerra dichiarando, per esempio che fare il militare è “una professione aperta al bene comune e allo sviluppo della famiglia umana” oppure sostenendo che “i cappellani militari sono parroci senza frontiere, impegnati in una pastorale specifica sul fronte della pace”. Ce ne vuole davvero a descrivere “l’aeroporto di Ciampino dove arrivano le salme dei nostri soldati uccisi” come “una scuola di fede”. E ancora “Essere cristiani ed essere militari non sono dimensioni divergenti”.
Come cristiani e come sacerdoti restiamo stupiti per questo assai strano insegnamento magisteriale e, alla luce del Vangelo, siamo sconcertati. Siamo certi che anche il Direttore di Avvenire, oltre che ovviamente il Vescovo Pelvi, ben conosca la sapienza ecclesiale, supportata dal Magistero della Santa Sede, che ci ha insegnato a discernere i diversi modi di affrontare i conflitti internazionali, a partire dalle testimonianze dei primi martiri cristiani, che rifiutavano il servizio militare e non bruciavano il grano d’incenso all’Imperatore considerato una divinità. Come non ricordare il martirio di S. Massimiliano (295 d.C.) condannato a morte “poiché, con animo irrispettoso, hai rifiutato il servizio militare” “quia in devoto animo militia recusasti”) E quante testimonianze di martiri dei nostri giorni abbiamo ancora da raccontare.
Leggi tutto...
 
una Serata in ricordo di Samb Modou e Diop Mor
Martedì 04 Settembre 2012 21:20
alt
La CGIL, il Comune di San Casciano Val di Pesa, il Forum Cittadini Insieme e la Comunità Senegalese di Firenze  organizzano per  Venerdì 7 settembre alle ore 19 presso l’Arena Dentro le Mura di San Casciano V.P. una Serata in ricordo di Samb Modou e Diop Mor, i due cittadini senegalesi barbaramente uccisi  da un neofascista a dicembre, intitolata “ DIOUBO….COMPRENSIONE”.

La celebrazione inizierà con la consegna di una Targa di riconoscimento all’Azienda Agricola “Talente” che si è distinta per la sensibilità e il rispetto dimostrato nei confronti del proprio dipendente, Diop Mor, ucciso in piazza Dalmazia.
La targa sarà consegnata da Massimiliano Pescini (Sindaco di San Casciano V.P),
sono previsti gli interventi di:
Mauro Fuso, Segretario Generale CdLM di Firenze,
Pape Diaw, Portavoce Comunità Senegalese di Firenze
Modou Habib Diop, Rappresentante Forum Cittadini Insieme di San Casciano V.P.
La serata continuerà poi con una “Cena tipica Senegalese” e a seguire proiezione video, musiche dal vivo e letture
Il ricavato dell’intera serata sarà devoluto alle famiglie delle vittime. 
 
Sport e ….memoria
Domenica 19 Agosto 2012 10:25

alt

Con l’anteprima ad invito di sabato 25, il grande appuntamento a Scandicci  della 56° Coppa “Mario Sbrilli”.


Domenica 26 Agosto 2012 appuntamento alle 9,00 alla ASD Bocciofila Scandiccese per l’edizione numero 56 della Coppa  "Mario Sbrilli", gara nazionale a 96 formazioni (terna) Cat. A – B separate fino alla terza partita (non riservata).
Il Sabato pomeriggio alle 14,00, imperdibile anche l’Anteprima ad invito per dodici Società, iniziativa giunta ormai alla sesta edizione.  Il circolo “Bella Ciao Fratelli Mariotti” e  la Sezione ANPI di Scandicci a fianco  della Bocciofila scandiccese per questa bella  iniziativa che si svolgerà nella nostra città.
La competizione è dedicata a Mario Sbrilli, nato a Firenze nel 1922, ucciso a San Polo d’Arezzo il 14 luglio 1944, studente, Medaglia d’oro al valor militare alla memoria. Durante un rastrellamento, il giovane fu catturato dai  tedeschi insieme a numerosi partigiani feriti. I soldati, riconosciuta la funzione di assistenza sanitaria svolta  da Sbrilli, decisero di risparmiarlo. Il “trattamento di riguardo” durò sino a quando Sbrilli vide i tedeschi che,  dopo aver percosso con tubi di gomma i feriti sino a renderli incoscienti, stavano per gettare in una fossa ancora  vivi diciotto partigiani. Il giovane si lanciò urlando contro i nazisti e fu falciato da una raffica di mitra (Fonte: ANPI). Claudia Riconda, giornalista di Repubblica, qualche hanno fa ha intervistato la sorella di Sbrilli,  Gilda, che lo ricorda ancora come un giovane energico, vitale e altruista. “Il giorno della strage di San Polo, il  14 luglio ’44, civili e partigiani rastrellati nelle case, Sbrilli poteva salvarsi: era medico, e come tale protetto dalle convenzioni internazionali, a te ti portiamo in Germania, gli dissero i tedeschi. Ma davanti alle violenze subìte dai prigionieri, il giovane dottore tornò tempesta, tirò quegli schiaffi e fu ucciso. Gilda molte notti lo sogna ancora: «Giovane com’era, giovane per sempre»”.

 
un anno fa ci lasciava Sergio, il partigiano "Micco"
Giovedì 09 Agosto 2012 22:01
Il 12 agosto p.v.  ricorre il primo anniversario della morte del Compagno Sergio Fallani, il Partigiano “Micco”.
E’ ancora  molto vivo il ricordo di lui tra i compagni dell’ANPI di Scandicci. Molti sono coloro che lo hanno conosciuto e  apprezzato per il lungo periodo, in cui ha rivestito il ruolo di Presidente della nostra Sezione, con la rettitudine morale ed  il rigore politico che gli derivavano  dall’aver partecipato  direttamente  ed attivamente  alla lotta di liberazione, contro il nazi-fascismo e per la Libertà. Oggi come un anno fa, rinnoviamo a Sergio un sincero ringraziamento per tutto quello che ha fatto e per l’eredità ideale che ci ha consegnato.
La Presidenza dell’A.N.P.I. Sezione di Scandicci
 
<< Inizio < Prec. 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 Successivo>> > Fine >>

Pagina 53 di 61

Cane ANPI


Facebook MySpace Twitter Digg Delicious Stumbleupon Google Bookmarks RSS Feed 

Contatti

ANPI SCANDICCI

Via De rossi, 26
50018 Scandicci (Firenze)

Tel: 055 254758
NUOVA Email: anpiscandicci@gmail.com

www.anpiscandicci.it ha avuto

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter

visitatori dal 21 maggio 2009

Visitors Counter 1.6