"C'è un crescendo neofascista che va fermato"
Giovedì 25 Ottobre 2012 16:34
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Il Presidente dell'ANPI chiede un incontro con il Ministro degli Interni e i rappresentanti dell'Anm.
Il Presidente nazionale dell'Anpi, Carlo Smuraglia, chiede di incontrare il Ministro degli Interni e i rappresentanti dell'Associazione Nazionale Magistrati per rilanciare l'iniziativa antifascista. Ricorda Smuraglia: "La notizia della manifestazione del ricordo della marcia su Roma è ancora una volta vergognosa, come lo è stata quella della dedica di un sacrario a Graziani, i numerosi episodi di manifestazioni neofasciste, le aggressioni ai licei romani e così via. C'è un crescendo, che bisogna assolutamente fermare, perché indegno di un paese democratico e antifascista".
"L'ANPI - sottolinea - ha avviato dal 25 luglio una campagna di mobilitazione su questi temi, ha denunciato all'autorità giudiziaria i responsabili del sacrario a Graziani e non ha mancato di reagire ad ognuno di questi episodi, chiamando anche alle loro responsabilità le autorità dello Stato, le Istituzioni, gli Enti locali".
"Ora basta, faremo ancora di pi√Ļ: chiederemo un incontro al Ministro degli Interni, anche sulla base del documento del 25 luglio scorso redatto con l'Istituto Alcide Cervi, proporremo un incontro con l'ANM per verificare il livello della sensibilit√† della magistratura sull'applicazione della normativa vigente, a partire dalla legge Mancino; e pensiamo di realizzare una iniziativa di forte respiro a livello nazionale, per ottenere un serio impegno antifascista e democratico, da parte di tutti, Istituzioni, autorit√† pubbliche e cittadini".
Dal sito ANPI nazionale
 
monumento al criminale di guerra Graziani: l'Anpi denuncia alla Procura il sindaco di Affile
Martedì 09 Ottobre 2012 21:26

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La Segreteria nazionale ANPI ha deliberato di sporgere formale denuncia presso la Procura della Repubblica di Tivoli contro il Sindaco di Affile, Ercole Viri, ed altri eventuali compartecipi, a seguito dell'erezione del  monumento-sacrario a Rodolfo Graziani, per vari reati: apologia del fascismo, apologia di delitti ed altri reati  previsti dalla legge Mancino.
"Con la denuncia - presentata il 20 settembre si precisa in un comunicato - si chieder√† anche che la Procura compia accertamenti sulle modalit√† della realizzazione del monumento con fondi pubblici, ai fini di ulteriori valutazioni.¬† √ą stato dunque dato mandato al legale dell'ANPI di procedere".Il monumento-sacrario al generale Graziani, firmatario delle leggi razziali e criminale di guerra condannato a 19¬† anni di carcere, √® stata realizzato beneficiando di un contributo di 180 mila euro stanziati dalla Regione Lazio,¬† guidata dall'ex governatrice, Renata Polverini.
(fonte www.anpi.it)

Breve storia del "massacratore" Graziani
Militare di carriera (raggiunse l'alto grado di Maresciallo d'Italia), si distinse per le sue guerre di repressione, costate migliaia e migliaia di morti. Nel 1921 quando viene inviato in Libia, la colonia è quasi totalmente  sfuggita al controllo italiano. Soprattutto in Cirenaica è presente un forte movimento che reclama l'indipendenza  della Libia. A guidarlo è il "leone del deserto", Omar al Mukhtar.
Per isolare il movimento combattente si usano tutti i mezzi e soprattutto Graziani ricorre ai sistemi pi√Ļ brutali¬† contro le varie trib√Ļ organizzando grandi trasferimenti coatti di popolazione ristretta poi in campi sorvegliati e¬† senza risorse, abbattendo tutto il bestiame, riducendo alla fame donne, uomini, vecchi e bambini senza piet√†. Il¬† numero delle vittime √® enorme. Omar al Mukhtar viene catturato l'11 settembre 1931 e fucilato davanti ad un folla di ventimila deportati.¬† Una cattura dopo una vera guerra che port√≤, al limite del genocidio, alla deportazione di almeno 80.000 libici in campi di concentramento.
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nella foto il massacro di Debra Libanos
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i diritti prima di tutto
Martedì 02 Ottobre 2012 17:27
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L'Anpi: sì al referendum sull'articolo 18
Sabato 29 Settembre 2012 13:08

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L'Anpi dice sì alla proposta di referendum sull'articolo 18 dello statuto dei lavoraratori.
Spiega la segreteria nazionale: "Il Paese oggi pi√Ļ che mai ha bisogno di tutele e garanzie fondamentali per chi lavora. Gli strumenti per ottenere ci√≤ sono molteplici e tutti legittimi, sicch√© √® condivisibile l'obiettivo perseguito dai promotori del referendum".
Premessa: √® stata presentata una proposta di referendum sostanzialmente per il ripristino del testo originario dell'art. 18¬† e per l'abrogazione dell'art. 8 della legge 13.8.2011 n. 138, soprattutto nella parte in cui si consentono deroghe al contratto collettivo nazionale in virt√Ļ di accordi contrattuali di minor livello.
"L'Anpi - si anticipa - non ha bisogno di ricordare che su questi temi si è pronunciata ripetutamente, contro le iniziative legislative di cui oggi si chiede l'abrogazione, ribadendo la propria convinzione che ragioni fondamentali di principio dovrebbero impedire di modificare norme che appartengono da tempo alla struttura ed ai fondamenti del diritto del lavoro, corrispondenti a precisi diritti dei lavoratori, che li hanno conquistati a prezzo di lunghe e dure lotte".
"Siamo dunque convinti - si aggiunge - che esiste davvero la necessit√† di tornare alle formulazioni ed ai princ√¨pi originari, tanto pi√Ļ preziosi ora in quanto attraversiamo un momento difficile della vita del nostro Paese; ed √® in occasioni e in periodi come questi che vi √® pi√Ļ che mai bisogno di tutele e garanzie fondamentali per chi lavora".
"Gli strumenti per arrivare a risultati positivi sono molteplici e tutti legittimi - si precisa - sicché è condivisibile l'obiettivo perseguito dai promotori del referendum,  per quanto riguarda i due quesiti sopraindicati, così come resta forte la speranza che il governo che uscirà dalle imminenti elezioni possa e sappia intervenire ripristinando quanto è stato tolto ai lavoratori, ai cittadini, al diritto del lavoro".
"Ovviamente - si sottolinea - l'Anpi non vuole e non può entrare nella diatriba tutta politica sull'opportunità e sull'idoneità, in questa delicata materia, di un referendum, che peraltro dovrebbe tenersi, se ammesso, soltanto
nel 2014".
"Gli iscritti e le organizzazioni periferiche - conclude la Segreteria nazionale dell'Anpi - in piena libertà assumeranno ogni opportuna decisione al riguardo, considerando quanto scritto nel documento approvato dal congresso nazionale del 2011, nel quale si ribadisce l'impegno a respingere ogni tentativo di sovvertire princìpi e regole che sono previsti a garanzia della libertà e dei diritti dei cittadini e dove ancora si afferma che per garantire una forte stabilità sociale ed economica al Paese occorre attuare pienamente i princìpi costituzionali in materia di lavoro, cambiando la legislazione vigente che ha ridotto diritti e garanzie per i lavoratori".

Dal sito nazionale dell'ANPI

 
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