COSTITUZIONE E LEGGE ELETTORALE
Lunedì 10 Ottobre 2011 20:48

Art. 48

Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.

Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico…….
Art. 56
La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto.
Il numero dei deputati è di seicentotrenta, dodici dei quali eletti nella circoscrizione Estero……
Art.57
Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero. Il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici, sei dei quali eletti nella circoscrizione Estero. Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sette; il Molise ne ha due, la Valle d'Aosta uno……
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La Costituzione, all’art. 48, stabilisce che il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Con perfetto ermetismo queste parole ne riassumono i connotati assoluti. Esso è personale, non può quindi essere esercitato per procura; prescinde dalla condizione economica e sociale dell’individuo; attraverso la segretezza ne è tutelata la libertà da forme di pressione esterne.  Il quadro istituzionale delineato dalla Costituzione è una forma di governo parlamentare caratterizzata da un bicameralismo perfetto
La Costituzione non si occupa di definire il sistema elettorale, demandando volutamente tale competenza alla legge ordinaria. Il motivo di tale scelta risiede nell‚Äôintenzione di fare del sistema elettorale un meccanismo duttile, in grado di adeguarsi ai mutamenti sociali e alla trasformazione del contesto politico; farne materia costituzionale avrebbe determinato un eccessivo irrigidimento, considerato l‚Äôiter lungo e laborioso che la Carta stessa prevede in materia di riforme costituzionali. Per questo motivo, nel corso del tempo, abbiamo votato con i sistemi pi√Ļ disparati.
All‚Äôindomani della nascita della Costituzione repubblicana il metodo pi√Ļ appropriato sembr√≤ essere il proporzionale puro. Per la Camera, con legge 20 febbraio 1948 n. 6, fu adottato un sistema ispirato a quello utilizzato per l‚Äôelezione dell‚ÄôAssemblea costituente: un sistema elettivo a suffragio universale e diretto con liste concorrenti e la possibilit√† di esprimere da tre a quattro preferenze secondo l‚Äôampiezza del collegio. Per il Senato invece la legge 6 febbraio 1948 n. 29 prevedeva un sistema proporzionale puro, seppure presentasse in apparenza le caratteristiche di un sistema maggioritario. La legge disponeva che fossero eletti quei candidati che avessero ottenuto, nel rispettivo collegio, un numero di voti validi non inferiore al 65 per cento dei votanti. Tuttavia, data l‚Äôoggettiva difficolt√† di ottenere un risultato tanto clamoroso, la legge disponeva che, in caso di mancato raggiungimento del quorum, si procedesse all‚Äôassegnazione dei seggi con metodo proporzionale. La frammentazione politica che ne deriv√≤, e la conseguente debolezza del potere esecutivo, indusse Alcide De Gasperi, allora presidente del Consiglio, a introdurre una riforma elettorale in senso maggioritario. La riforma, divenuta legge dello Stato il 31 marzo 1953 (n. 148, la cosiddetta ‚Äúlegge truffa‚ÄĚ), modificava il testo unico delle leggi per l‚Äôelezione della Camera dei deputati, introducendo un sistema proporzionale con premio di maggioranza, corrispondente al 64,4 per cento dei seggi parlamentari, da assegnare ai partiti apparentati che avessero raggiunto il 50 per cento pi√Ļ uno dei voti validi. Alle elezioni del 7 e 8 giugno, la coalizione costituita dalla Democrazia cristiana, dal Partito liberale, dal Partito repubblicano e dal Partito socialista democratico italiano, si ferm√≤ al 49,8 per cento. Il premio non scatt√≤ e la legge fu abrogata l‚Äôanno successivo. La legge 30 marzo 1957 n. 361 introdusse, sia per la Camera che per il Senato, un sistema elettorale di tipo proporzionale che realizzava una sostanziale corrispondenza tra la percentuale di voti conseguiti da ciascuna forza politica e il numero di seggi assegnati.
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la Firenze democratica respinge la provocazione di FN
Lunedì 03 Ottobre 2011 16:33

COMUNICATO STAMPA

LA FIRENZE  DEMOCRATICA  E  ANTIFASCISTA  RESPINGE  LA PROVOCAZIONE  DI  FORZA NUOVA


L'iniziativa programmata dall'organizzazione neofascista Forza Nuova per venerdì  30 settembre, e ora rimandata di una settimana, è una provocazione contro la città di Firenze, medaglia d'oro della Resistenza.
Con la scusa di un dibattito sulla costruzione di una moschea, si cerca di sdoganare una forza politica di matrice fascista e di inserirla nel dibattito politico cittadino.
Come sempre le forze che si richiamano alla ideologia fascista, vorrebbero propagandare idee condannate dalla Storia dell’umanità, idee che si fondano sull’intolleranza ed  il  razzismo.
Tutti i cittadini democratici, le forze politiche antifasciste e l’associazionismo democratico, respingono questa iniziativa e chiedono alle istituzioni preposte a garantire il  rispetto della legge e della Carta Costituzionale, di vietare  tale oltraggio alla città di Firenze.
Chiediamo inoltre l’applicazione delle leggi presenti nel nostro paese, per colpire coloro che propagandano il fascismo e idee fondate sull’odio razziale o etnico.

Scandicci  2 ottobre 2011
                                                 Il Presidente  della Sezione ANPI Scandicci

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L'ANPI a sostegno dello sciopero CGIL del 6 settembre
Sabato 03 Settembre 2011 12:04

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                                                                                                                    Roma, 26 agosto 2011
L'ANPI, nel denunciare l'iniquità di una manovra finanziaria che comprime pesantemente idiritti del lavoro, manifesta il proprio sostegno allo sciopero indetto dalla CGIL per il 6 settembre prossimo. Occorre un no unitario e responsabile a provvedimenti che, lontano dal risolvere efficacemente la crisi che attraversa il Paese, producono come unico risultato l'aggravamento delle già precarie condizioni di lavoro di tanti italiani.
Resta fermo per l'ANPI, in ogni caso, l'obbiettivo imprescindibile dell'unità sindacale, particolarmente importante e decisiva in momenti così difficili per la vita del Paese.


   IL COMITATO NAZIONALE ANPI 

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l'Anpi per i diritti di cittadinanza
Mercoledì 10 Agosto 2011 21:29

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L‚ÄôANPI Nazionale aderisce alla ‚ÄúCampagna per i diritti di cittadinanza e il diritto al voto‚ÄĚ
lanciata da 18 organizzazioni della società civile.

Saremo dunque impegnati a sostenerla condividendo pienamente le istanze espresse nel suo
manifesto:
1. Promuovere in ogni ambito l’uguaglianza tra persone di origine straniera e italiana.
2. Agire a tutti i livelli affinché gli ostacoli che impediscono la piena  uguaglianza tra
italiani e stranieri vengano rimossi, determinando le condizioni per la sua concreta
realizzazione.
3. Promuovere la partecipazione e il protagonismo dei migranti in tutti gli ambiti sociali,
lavorativi e culturali. Siamo infatti convinti che esercizio della cittadinanza significhi
innanzitutto possibilità di partecipare alla vita e alle scelte della comunità di cui si fa
parte.
4. Avviare un percorso che porti alla presentazione in Parlamento di due proposte di legge
di iniziativa popolare:
-  una proposta di legge che riformi la normativa sulla cittadinanza, aggiornando i concetti
di nazione e nazionalità sulla  base del senso di appartenenza ad una comunità determinato
da percorsi condivisi di studio, di lavoro e di vita.
- una proposta di legge che riconosca ai migranti il diritto di voto nelle consultazioni
elettorali locali, quale strumento pi√Ļ alto di responsabilit√† sociale e politica
(http://www.litaliasonoanchio.it/index.php?id=528).          La Segreteria Nazionale ANPI

Oggi nel nostro Paese vivono oltre 5 milioni di persone di origine straniera. Molti di loro
sono bambini e ragazzi nati o cresciuti qui, che tuttavia solo al compimento del 18¬į anno di
età si vedono riconosciuta la possibilità di ottenere la cittadinanza, iniziando nella
maggior parte dei casi un lungo percorso burocratico. Questo genera disuguaglianze e
ingiustizie, limita la possibilità di una piena integrazione, disattende il dettato
costituzionale (art. 3) che stabilisce l’uguaglianza tra le persone e impegna lo Stato a
rimuovere gli ostacoli che ne impediscono il pieno raggiungimento.
La campagna nazionale è promossa da 18 organizzazioni della società civile: Acli, Arci,
Caritas Italiana, Cgil,  Libera, ecc.
 
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Cane ANPI


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