[21.06.09] - FESTIVAL SOCIALE DELLE CULTURE ANTIFASCISTE
Domenica 21 Giugno 2009 20:46

Il primo Festival Sociale delle Culture antifasciste è un evento di 5 giorni che si è tenuto a Bologna, nel parco delle

Caserme Rosse, dal 29 maggio al 2 giugno. E' stato organizzato da una rete informale di donne, uomini, singoli, gruppi,

associazioni e movimenti che si riconoscono nei valori dell'antifascismo. All'indirizzo http://isole.ecn.org/antifa troverete

il dettaglio dei dibattiti e dei seminari organizzati durante il Festival; alcuni di questi incontri, comprese delle

interviste a partigiani, sono stati registrati in audio e possono essere ascoltati o scaricati.

 

 

“L’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo:

prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo”. (Pier Paolo Pasolini, Vie Nuove n. 36, 6 settembre 1962)


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[17.06.09] - LA COSTITUZIONE ALLA PROVA DEI FATTI
Mercoledì 17 Giugno 2009 13:43

 

In questa rubrica cercheremo di valutare quello che succede oggi in Italia, attraverso la lente acuta e netta degli articoli del Documento fondante del ns. Paese: la Costituzione.
Riportare il contenuto di alcuni di essi per poi citare alcune notizie, determinati documenti che mettono in evidenza quei comportamenti del Governo,  delle forze politiche, di determinati organi e poteri dello Stato  che si dimostrano lontani dal contenuto della Costituzione e dai suoi princìpi. Cominciamo dall'articolo 2.



Art. 2.
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalitĂ , e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietĂ  politica, economica e sociale.















I diritti umani in Italia 2009

Dal rapporto di Amnesty International Sezione Italiana, un atto di accusa verso il nostro Governo per la detenzione dei migranti e dei richiedenti asilo e per  i loro respingimenti in Libia.

Amnesty International Sezione Italiana, dopo aver mosso nei mesi scorsi una serie di rilievi all’Italia relativi al trattamento della popolazione rom e del rischio di un attacco nei confronti dei diritti umani, prodotto  dalla legislazione di emergenza, ha elaborato a maggio 2009 una scheda di aggiornamento (consultabile sul sito www.amnesty.it).

In tale scheda si denunciano alcuni comportamenti inaccettabili delle nostre autoritĂ :
- Si parla dei richiedenti asilo che sono sottoposti ad una detenzione de facto, priva di basi legali certe e di controllo giudiziario. Fra l’altro si evidenzia come i richiedenti asilo giunti via mare, siano spesso stati detenuti, anche per settimane, prima di avere la possibilità di formalizzare la propria domanda.
- Fra i fatti citati, quello che è successo a Lampedusa, prima semplice luogo di soccorso,  ed ora struttura anche di  trattenimento, dove sono state  concentrate  anche 2000 persone rispetto agli 804 posti disponibili, con evidenti conseguenze da un punto di vista delle condizioni di vita ed igienico-sanitarie.
Ad aprile il rapporto ricorda il palleggio di responsabilità fra Italia e Malta su disquisizioni di diritto internazionale, mentre  140 migranti e richiedenti asilo erano stati tratti in salvo dalla nave turca “Pinar”. Per quattro giorni, ricorda Amnesty,  sono stati lasciati sul ponte della nave senza cibo né  acqua a sufficienza.
Tra il 7 e l’11 maggio 2009 l’Italia ha poi condotto forzatamente 500 migranti e richiedenti asilo in Libia (il 75% delle persone che arrivano in Italia via mare sono richiedenti asilo precisa il rapporto di Amnesty). Fra l’altro si sottolinea come  la Libia non abbia ad oggi una procedura d’asilo e non offra protezione a migranti e rifugiati. Il Rapporto al riguardo esplicitamente riporta: ”Considerato l’effettivo controllo che l’Italia ha potuto esercitare, seppur in zona extraterritoriale, sulle persone soccorse, essa sarà considerata responsabile di quanto accadrà ai migranti e ai richiedenti asilo riportati in Libia”.

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[14.06.09] - PERCHE' QUESTO SITO
Domenica 14 Giugno 2009 14:57

Quando si dice che i giovani sono concentrati solo sul presente e che mancano della dimensione del futuro, si fa un’affermazione parziale. Ai giovani manca anche la dimensione del passato. Quest’ultima mancanza moltiplica le difficoltà di percezione della realtà futura, già di per sé critica.
Una delle peggiori insidie per la società, per la nostra vita pubblica, è lo scarto tra la realtà contemporanea e le sue sfide, nella società nazionale ed internazionale, e l’orizzonte culturale in cui si svolge il processo formativo dei cittadini. Questo scarto costituisce la base di almeno due conseguenze devianti tra loro contrapposte: il piatto adattamento alle dinamiche della realtà quotidiana che determina il qualunquismo, la sub-cultura, l’edonismo; lo slittamento nell’estremismo agitato, spesso violento.
Un giovane che a 16 o a 19 anni esce dalla scuola, deve essere in grado di esercitare correttamente i propri diritti e doveri di cittadino, nel quadro di una realtà che è più complessa perché a più dimensioni: locale, nazionale, mondiale. A questo fine il giovane ha bisogno di possedere i fondamenti culturali necessari per interagire in modo positivo nel quadro socio-politico nel quale è inserito.
Di questo quadro è parte, non secondaria, anche la cultura della televisione commerciale che ha indotto ed induce i propri utenti a rapportarsi alla realtà in termini semplificatori. Questa cultura, inoltre, ha contribuito all’affermarsi dei due “valori” base del nostro tempo: l’individualismo ed il consumismo. ”Valori” che hanno contribuito a sviluppare una progressiva perdita del senso della responsabilità e quindi la perdita del senso dell’etica pubblica
e del bene collettivo.
A fronte di questo stato di cose l’ANPI, testimone del patrimonio ideale che è a base della Costituzione, ha deciso di dare il proprio contributo. Rendere disponibile con il suo sito - ai ragazzi delle scuole, ai giovani ed a tutti i cittadini di Scandicci - la conoscenza del processo storico che, dalla nascita del Fascismo nel 1919, ha portato alla seconda guerra mondiale, all’antifascismo, alla Resistenza, alla promulgazione della Costituzione del 1948.
Il fascismo, la guerra, la Resistenza sono trattati a livello nazionale, della Toscana, di Firenze, di Scandicci. Per la Costituzione viene illustrato il percorso che ha portato al referendum del 1946, la sua promulgazione ed i macroritardi che hanno penalizzato tre dei suoi Istituti.
Il lungo, duro e tragico periodo che la comunità nazionale ha dovuto affrontare per giungere alla Repubblica costituzionale; la quasi unanimità con la quale l’Assemblea degli eletti del 1946 ha approvato la Costituzione; l’insieme dei valori e delle norme di cittadinanza e quindi del rapporto con le istituzioni - in riferimento ai problemi contemporanei dell’uomo - che la Costituzione esprime, nella sua prima parte in particolare, costituiscono il bagaglio essenziale per la formazione dei cittadini. Consente loro, infatti, d’inserirsi nel presente e di rapportarsi al futuro con maggiore consapevolezza e lucidità.


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[19.05.09] - Prima che sia troppo tardi
Martedì 19 Maggio 2009 16:30

In queste ore si sta consumando in Italia l’ennesimo scempio della Carta costituzionale e della Dichiarazione universale dei diritti umani.

Con la scusa della “Sicurezza”, paura montata ad arte con la complicità  di tv e giornali, imponendo il voto di fiducia al Parlamento, il governo di destra ha fatto approvare alla Camera il Decreto sicurezza, una delle pagine più nere nella storia recente del nostro paese.

Ricordiamo le parole usate tempo fa dal prof. Luigi Ferrajoli: “Il messaggio che si vuole far passare è da tempo quello  secondo cui la criminalità - la vera criminalità che realmente attenta alla "sicurezza" e che occorre prevenire e perseguire è solamente quella di strada; non dunque le infrazioni dei potenti - le corruzioni, i falsi in bilancio, i fondi neri ed occulti, le frodi fiscali, i riciclaggi, né tanto meno le guerre, i crimini di guerra, le devastazioni dell'ambiente e gli attentati alla salute …..”

Il “diritto” che questa maggioranza di destra conosce è quello minimo e mite per i ricchi ed i potenti; diritto massimo e inflessibile per i poveri e gli emarginati.

“… Queste leggi non si limitano a riflettere e ad assecondare il razzismo diffuso nella società, ma sono esse stesse leggi razziste: le odierne leggi razziali, a distanza di 70 anni dalle leggi razziali di Mussolini, delle quali i nostri governanti dovrebbero innanzitutto vergognarsi. Per la prima volta nella storia della Repubblica la stigmatizzazione penale – come soggetti pericolosi, come potenziali e tendenziali delinquenti, come portatori di un’aggravante legata alla loro identità – non colpisce singoli individui sulla base dei reati da essi commessi, ma intere categorie, intere classi di persone, sulla base della loro identità etnica.”

 

I PARTIGIANI E  GLI ANTIFASCISTI DELLA SEZIONE A.N.P.I. DI SCANDICCI:

- CONDANNANO  IL CARATTERE RAZZISTA E ANTICOSTITUZIONALE  DI QUESTO PROVVEDIMENTO.

- ADERISCONO ALLE FORME PACIFICHE DI PROTESTA PROMOSSE IN TUTTA ITALIA, 
COMPRESO IL DIGIUNO A  STAFFETTA  ORGANIZZATO   DA  ARCI  E  CGIL.

 

Chi ritiene di fare considerazioni e/o proposte in merito è pregato di farle, commentando.


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