Fa più morti il terrorismo o il lavoro?
Lunedì 02 Aprile 2018 17:11
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Questa provocatoria domanda ce la facciamo oggi, dopo l’ennesima morte di due lavoratori nel bergamasco.
Quando vi è un evento criminale causato da qualche terrorista, vi è una reazione, promossa dai media, che porta a decidere misure immediate e risorse per affrontare il problema; per le morti sul lavoro invece, vera emergenza nazionale, tutto si ferma ai discorsi di circostanza, alle solite “lacrime di coccodrillo”, perché poi tutto rimanga come prima.
Sono già 151 i lavoratori morti sui LUOGHI DI LAVORO dall’inizio dell’anno, rispetto ai 133 dello stesso periodo del 2017, si registra dunque un aumento del 10,7% rispetto ai primi tre mesi del 2017. Con 20 morti è il Veneto la Regione con più morti sul lavoro, segue la Lombardia con 17, il Piemonte con 12, Campania e Toscana con 10. È Milano, con 8 morti la provincia con più morti sul lavoro, seguono due province venete, Treviso e Verona con 7 morti.
In questi anni abbiamo assistito alla riduzione progressiva dei diritti e delle garanzie dei lavoratori; ciò oltre a produrre più precariato, lavoro nero, caporalato, ha determinato le condizioni ideali per un maggiore sfruttamento per i lavoratori e minore attenzione e investimenti sulla prevenzione degli infortuni.
Possiamo affermare, senza temere smentite, che i morti sui LUOGHI DI LAVORO (escluso itinere) si verificano per il 95% dove non esiste l'applicazione dello Statuto dei Lavoratori. Soluzioni? Lasciare andare in pensione chi svolge lavori pericolosi: far lavorare in tarda età solo chi se la sente.  Ogni governo che decide misure in contrasto con il diritto e con le garanzie costituzionali, si assume la responsabilità davanti alla storia di queste vittime.

 

Ricordiamo che Art. 41 della Costituzione prevede che:

L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
L’Art. 9 dello Statuto dei lavoratori (che si applica solo alle aziende con più di 15 dipendenti) dal titolo “Tutela della salute e dell'integrità fisica” prevede che:
I lavoratori, mediante loro rappresentanze, hanno diritto di controllare l'applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e di promuovere la ricerca, l'elaborazione e l'attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrità fisica.
 
 
Al via la sperimentazione della pistola “Taser” fra le nostre forze di polizia. I dubbi di Amnesty International Italia
Domenica 25 Marzo 2018 08:32
 
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ART. 13 COSTITUZIONE La libertà personale è inviolabile.
…….E` punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.
Anche in Italia sarà sperimentata dalla polizia la pistola taser, un’arma che, in teoria, non dovrebbe uccidere ma solo stordire il soggetto contro cui si utilizza. Il funzionamento è basato sul rilascio di una scarica elettrica che raggiunge un alto voltaggio (50mila volt). La sperimentazione inizierà in sei città: Milano, Brindisi, Caserta, Catania, Padova e Reggio Emilia. Nel 2014 l’ex ministro Angelino Alfano l’aveva inserita nel decreto legge sulla sicurezza negli stadi.
Le forze di polizia per il momento avranno in dotazione 30 taser che saranno assegnati per un periodo di prova di tre mesi. Gli apparecchi saranno messi a disposizione degli uomini delle volanti, i quali prima dovranno seguire un percorso di adeguata formazione nel rispetto di un disciplinare approvato dal Ministero della Sanità.
A seguito della circolare emanata il 20 marzo dalla Direzione anticrimine, che ha avviato lasperimentazione della pistola taserin sei questure italiane, Amnesty International Italia si è espressa evidenziando come apparentemente, queste pistole sembrano avere tutti i vantaggi: facili da usare, efficaci e risolutive in situazioni complicate, tanto nei confronti di persone recalcitranti all’arresto quanto di prigionieri in rivolta o di folle aggressive. Secondo Amnesty l’uso del taser in situazioni in cui non c’è una minaccia diretta a vite umane, costituisce una violazione del divieto di tortura e trattamenti inumani e degradanti. L’esperienza indica infatti che gli agenti la usano con troppa facilità rispetto ad altre opzioni.
I dati provenienti dal Nordamerica (Usa e Canada) ci offrono un quadro allarmante: dal 2001, il numero delle morti direttamente o indirettamente correlate alle taser è superiore al migliaio. Nel 90 per cento dei casi, le vittime erano disarmate.
In base a quanto previsto dall’art 13 della Costituzione, dai terribili dati che provengono dai Paesi in cui le forze di polizia utilizzano quest'arma, dal fatto che anche l’ONU nel 2007 l’ha giudicata un’arma di tortura, l’ANPI Scandicci esprime la sua grande preoccupazione per la scelta fatta dal Ministero degli Interni e invita ad un rapido ripensamento e al ritiro di queste armi.
 
PERCHE’ SCIOGLIERE LE ORGANIZZAZIONI NEOFASCISTE. UNA CONFERMA DA UNA RECENTE SENTENZA DEL TRIBUNALE DI FIRENZE
Giovedì 08 Marzo 2018 21:32
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Da anni ormai l’ANPI, le associazioni democratiche, partiti e sindacati chiedono, a gran voce alle Istituzioni, lo scioglimento di alcune organizzazioni neo-fasciste: Casapaound, Forza Nuova in testa. Addirittura, in spregio della Costituzione e delle leggi Scelba e Mancino, queste organizzazioni hanno avuto l’autorizzazione a presentarsi alle ultime elezioni politiche. Bocciate senza appello dall’elettorato. Ma il problema rimane.
La richiesta di scioglimento non deriva solo dal fatto che la Carta costituzionale vieta l’organizzazione, sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista (XII disposizione transitoria), ma perché queste organizzazioni fanno dell’odio razziale e dell’apologia del ventennio, il loro messaggio principale. Un altro importante motivo portato all’attenzione dell’opinione pubblica, è il fatto che spesso gli appartenenti a questi gruppi sono autori di azioni violente nei confronti di chi ha semplicemente la pelle di un altro colore, per chi non la pensa come loro, ecc.
Un’ulteriore conferma a sostegno della posizione di coloro che nel Paese vuole lo scioglimento delle organizzazioni nere, viene da una recente condanna di due militanti di CasaPound che sono stati condannati dal tribunale di Firenze a sei mesi di reclusione con l'accusa di "lesioni personali e minacce" per aver aggredito e picchiato, il 14 giugno 2015, alcuni ragazzi della Rete degli Studenti Medi durante le Giornate del Lavoro della Cgil.  I due esponenti del partito di estrema destra dovranno pagare anche i risarcimenti ai ragazzi aggrediti e le spese processuali.
Uno dei due condannati, Tommaso Ceccarelli, 26 anni, è stato anche candidato alle recenti elezioni politiche del 4 marzo nel collegio plurinominale della Camera di Firenze-Mugello-Empoli.

(Fonte: firenze.repubblica.it)

 
APPELLO AL VOTO DELL'anpi sCANDICCI
Mercoledì 28 Febbraio 2018 18:47

UN VOTO PER LA DEMOCRAZIA,

PER I DIRITTI DI TUTTE/I

Alla vigilia del voto di domenica prossima 4 marzo è doveroso, per la ns. Sezione, fare un appello ai ns. soci, ai simpatizzanti, ai cittadini della nostra città. Partendo dalle parole pronunciate dalla Presidente Nazionale dell’ANPI, sabato scorso alla manifestazione tenutasi a Roma “Mai più fascismi, mai più razzismi”.
“È un lavoro prezioso, che devono fare la scuola, le famiglie, le Associazioni e le singole persone. Troppo silenzio c'è stato intorno ai temi del neo-fascismo e del razzismo, troppa distrazione, troppo indifferenza.
Oltre al ruolo primario della scuola è fondamentale quello dell'informazione: dai giornali, al web, alla televisione e così via. Lo dico a tutti, ma soprattutto ai giovani: è utile e indispensabile leggere i libri di storia, la letteratura e le testimonianze. Ascoltare buona musica, come quella che abbiamo sentito oggi nel corteo e qui sul palco. Musica di lotta e di libertà. Quella che cantavano e anche componevano i partigiani. Non dimentichiamolo, i partigiani, mentre lottavano per la libertà, leggevano, studiavano e insegnavano a leggere e persino a scrivere. La lotta di Liberazione fu anche una straordinaria occasione di alfabetizzazione e di conoscenza.

IL FASCISMO È NEMICO DELLA CONOSCENZA
Andremo avanti, anche con il loro insegnamento, per un mondo più libero e giusto. Una cosa ribadiamo con forza: essere diversi “differenti” appunto, non solo non è un male, ma è un bene, una risorsa per una convivenza pacifica e civile.
Ce lo hanno insegnato i partigiani, che hanno saputo nei terribili 20 mesi della guerra di Liberazione, e anche prima, stare insieme fraternamente: comunisti, socialisti, cattolici, anarchici, liberali, monarchici e persone che non avevano un credo politico definito, ma un solo ideale: la Libertà.
Per questo ideale, chiamato “Libertà”, chiediamo un gesto conseguente, un voto per quelle formazioni che sono vicine ai valori della Democrazia, della Costituzione repubblicana, dei Diritti.
                                                                                                       Scandicci 27-2-2018
 
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