Con l'avanzare dei "populismi" è grande il rischio di tornare a regimi autoritari
Venerdì 10 Marzo 2017 17:03
 
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Anche la Chiesa e i religiosi si preoccupano delle derive antidemocratriche dei nuovi populisti. Di seguito riportiamo l'Intervista dell'8-3-2017  all'ANSA del padre gesuita Arturo Sosa: 'La politica dei muri è da una parte inumana e dall'altra inutile'.
 
Con l'avanzare dei "populismi" ci sono pericoli "molto grandi" e "il grande rischio di tornare a regimi autoritari, dittatoriali". È l'allarme del generale dei Gesuiti, padre Arturo Sosa, per cui comunque "quelli che vediamo ora - dice all'ANSA - non sono proprio populismi, ma 'personalismi': sono persone individuali che provocano un tipo di leadership che muove la gente, o che usa i sentimenti di paura, o nazionalisti, o religiosi - come il conflitto con l'Islam - per muovere la gente. Ma non sono movimenti con radici popolari, per niente: usano emozioni popolari per avere  poteri personali".
"La politica dei muri è da una parte inumana e dall'altra inutile", sottolinea  il superiore generale dei Gesuiti. "Si è dimostrato in tutti i sensi prima che la situazione di queste persone che vengono a chiedere asilo, che arrivano a piedi alle frontiere, o attraversano il Mediterraneo, è che rischiano la vita, molti la perdono: non sappiamo quante migliaia sono in fondo al Mediterraneo. Quindi i muri sono inumani. Poi l'intento di chiudere è inutile, perché ci sono tanti buchi in qualsiasi muro si metta. Si crea solo una situazione più tesa".
Padre Sosa attacca le scelte di Donald Trump in materia di migrazione. L'annuncio del muro al confine col Messico da parte del presidente Usa Donald Trump e il suo bando contro i cittadini di sei Paesi musulmani, sono "contro i valori degli americani e i valori dei cristiani". E sulla possibilità di dividere i figli dalle madri entrate irregolarmente negli Stati Uniti, dice Sosa, "è contro la radice della società americana, e diciamo dell'umanità".
Pazzia identificare Islam con terrorismo - "Cercare di identificare l'Islam con il terrorismo è una pazzia". Ha chiarito il padre generale dei Gesuiti. "Perché i musulmani di buona fede e persone di grande umanità che sono musulmane ce ne sono milioni - spiega all'ANSA -. E terroristi ce ne sono di religione musulmana, atei, e pure cristiani. E allora cercare di fare questa identificazione tra una religione o una razza e il terrorismo mi sembra che sia veramente una manipolazione del fenomeno così complesso del terrorismo in questo momento nel mondo. E così non si trova il modo di combatterlo effettivamente".     (dal sito www.ansa.it)
 
avvenne quel 27 febbraio....
Martedì 21 Febbraio 2017 20:54

 

 

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QUELLE BARRICATE DEL 1921,   PRIMA RESISTENZA AL FASCISMO
Dopo l'assassinio di Spartaco Lavagnini, avvenuto per mano fascista a Firenze il 27 febbraio 1921 ed i tumulti che ne seguirono, i cittadini di Scandicci fecero sentire forte il loro sdegno e protesta. Furono erette barricate in vari punti della città. In particolare, al ponte sulla Greve - strada di collegamento con Firenze - dove ci si aspettava l’arrivo degli squadristi, venne eretto l’ostacolo più importante, il "trincerone". La mattina del 28 febbraio arrivò un contingente dell’esercito dotato di autoblindo e cannoni che sparò contro il popolo insorto. Quindi arrivarono i fascisti e il contingente si ritirò. I fascisti ebbero mano libera, scatenando rappresaglie immediate. Oltre alla distruzione delle sedi operaie, si colpì la vita democratica. Furono imposte le dimissioni del Consiglio comunale e si nominò un Commissario prefettizio con mansioni di ordinaria amministrazione. Molti cittadini di Scandicci vennero sottoposti ad un processo politico che portò alle condanne del Sindaco Silvio Cicianesi a 15 anni di reclusione, l’assessore Vittorio Michelassi a 5 anni e 10 mesi. Altri dieci imputati vennero condannati a pene variabili.
Ogni anno ricordiamo con immenso riconoscimento e ammirazione questa lotta di popolo che si oppose alle scorribande delle squadracce fasciste. Per non dimenticare.....
 
PARTE IL TESSERAMENTO ANPI 2017
Domenica 05 Febbraio 2017 18:22
L'anno appena iniziato vedrà ancora l'ANPI impegnata non solo sul fronte della memoria e della trasmissione alle nuove generazioni dei valori della Resistenza e dell'antifascismo; ma sarà soprattutto sul fronte dell'attuazione del dettato Costituzionale (lavoro, diritti) che l'ANPI si impegnerà  a dimostrazione che il delicato, difficile e sofferto impegno nella campagna referendaria non era legato a una miope visione politica, ma alla convinzione che la nostra Costituzione ha in sè - se applicata - gli strumenti necessari per uscire dalle difficoltà che ci attanagliano.
Come Sezione di Scandicci abbiamo deciso di avviare assieme al circolo "Bella Ciao" la campagna del Tesseramento 2017 con il tradizionale incontro presso la sede ANPI (quest'anno festeggiamo il 15mo anno della nostra presenza in quella sede) in  via dei Rossi 26 a cui fa  seguito il pranzo sociale presso il circolo Bella Ciao.
Il programma  è il seguente: SABATO  11 Febbraio 2017 dalle ore 10.00 alle 12.00 incontro alla sede ANPI (via dei Rossi 26); saremo felicissimi di dare un volumetto con la storia della nostra sede  ai soci che non la conoscessero. Alle ore 12.45 appuntamento al Bella Ciao (via Volterrana 8, Giogoli) per il pranzo sociale (18 euro, bambini 12 euro).
Per il pranzo è possibile prenotarsi entro il giorno 9 febbraio, con una email all'indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . 
Ricordiamo a tutti che la ns. sede sarà  aperta per il tesseramento (e non solo: chiunque abbia voglia di scambiare quattro parole è il benvenuto)  il mercoledì ed il venerdì dalle 17.00 alle 19.00.
 
quanti milioni in....guerre!!
Martedì 31 Gennaio 2017 21:13

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Nonostante l’art.11 della Costituzione stabilisca che “L’Italia ripudia la guerra come strumento di soluzione dei conflitti…” da anni il nostro Paese è coinvolto in prima linea in missioni militari, sicuramente non difensive che, in periodo di crisi economica, appaiono davvero soldi sprecati. Da un’analisi apparsa sul sito dell’Osservatorio sulle spese militari italiane (Mil€x), emerge un quadro preoccupante di cui i cittadini sono completamente all’oscuro.
Aumenta ’impegno militare italiano in Libia, con costitriplicati e quello nelle missioni Natoin funzione anti-russa lungo la nuova “cortina di ferro” che corre dal Baltico al Mar Nero. Raddoppiano gli stanziamenti per le missioni in Turchiae triplicano quelli per le operazioni dei servizi segreti. Sono queste le principali novità del rifinanziamentodelle missioni 2017 all’esame del Parlamento.
Emerge un aumento dello stanziamento generale di circa il 7 per cento rispetto al 2016. Soldi destinati a finanziare l’impiego di 7.600 uomini, 1.300 mezzi terrestri, 54 mezzi aerei e 13 navali in decine di missioni in 22 Paesi.
Libia: costo triplicato – Il costo di questa missione nel 2017 è quasi triplicato rispetto all’anno precedente (da 17 a 48 milioni). Quel che è certo è che il contingente italiano (326 soldati e 107 mezzi terrestri) rischia di trovarsi in una situazione difficile a causa del rafforzamento del generale Haftarsostenuto da Russia ed Egitto.
Turchia – Altro aumento di spesa (da 7 a 12 milioni) riguarda la missione “Active Fence” con il compito di presidiare il confine siriano con unabatteria anti-missile e la partecipazione (con un’aerocisterna) alla missione Nato di pattugliamento dello spazio aereo turco. Entrambe le missioni hanno ufficialmente funzione di deterrenza contro la minaccia del regime di Assad, ma anche di sorveglianza delle attività militari russe nella regione.
Lettonia e Bulgaria, missioni Nato in funzione anti russa – La funzione anti-russa è invece esplicita per due nuove missioni Nato a protezione dei confini orientali dell’alleanza, cui l’Italia parteciperà con 160 soldati e 50 mezzi terrestri (costo 20 milioni) sul confine lettone-russo nell’ambito della “Spearhead Force” e 4 caccia con 110 uomini (costo 11,5 milioni) per pattugliare lospazio aereo bulgaro.
Servizi segreti: triplica lo stanziamento per operazioni di intelligence – Degno di nota il triplicare dello stanziamento (da 5 a 15 milioni) per le operazioni d’intelligence a supporto delle missioni condotte dagli agenti operativi dell’Agenzia di informazione e sicurezza esterna (Aise), attivi soprattutto in Libia, Iraq e Afghanistan. L’incremento è legato alla novità (introdotta un anno fa da Renzi) dell’impiego di forze speciali a supporto delle operazioni d’intelligence per operazioni segrete. Quando le attività sono segrete, la storia ce lo insegna, non vi è controllo di niente: su obiettivi e metodi utilizzati.
In Iraq il contingente italiano più numeroso – E’ ormai il principale impegno militare italiano, con un costo di 300 milioni l’anno (50 milioni in più rispetto al 2016) e l’impiego di 1.500 soldati (il contingente più numeroso dopo quello USA).
L’impegno in Afghanistan insieme ai marine – E’ il secondo teatro più impegnativo per le forze armate italiane, presenti nel Paese ormai da quindici anni, con un costo di 295 milioni — compresi i 120 milioni per il sostegno alle forze di sicurezza locali — e l’impiego di 900 soldati.
Le altre missioni dal Libano alla Somalia – Nessuna rilevante novità per tutte le altre missioni: Libano (153 milioni) con 1.125 uomini; Kosovo (80 milioni); missione antipirateria in Oceano Indiano (27 milioni) con 2 navi, 2 mezzi aerei e 407 uomini; supporto aereo logistico in Emirati, Qatar e Barhain (21 milioni); Somalia (13 milioni); base militare italiana a Gibuti (112 milioni) con 116 soldati e 21 mezzi terrestri. Seguono le missioni in Albania (6 milioni), Egitto (4 milioni), Palestina (3 milioni), Mali (2,5 milioni), Bosnia,Cipro,Niger e Pakistan, in tutto poco più di 1 milione.
 
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Cane ANPI


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